Bambini in alto mare
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Italia. Dall’Australia alla comunità mamma-bambino di Ai.Bi.: e il miracolo ha il sapore del gelato!

Cari lettori,

chi vi scrive questa settimana sono io, Antonio, un bambino di appena 9 anni felice per aver mangiato un gelato speciale.

Vi chiederete cosa ci sarà mai di speciale in un gelato? Bhè…stavolta lo è per almeno due ragioni: innanzitutto è fatto dalle manine della mia mamma, e soprattutto è il modo che lei ha trovato per festeggiare, con tutti i bimbi, le mamme e gli educatori della nostra “casetta”, il suo primo contratto stagionale di lavoro, da quando sono nato, dopo il rientro dall’Australia.

Sì, la mia mamma ha già fatto tanti lavori, anche i più avventurosi di quello di gelataia…e spesso questi l’hanno portata in giro per il mondo. Ma stavolta i suoi occhi hanno una luce particolare, chi la conosce bene, mi ha detto che era tanto che non scintillavano di un verde brillante.

Anch’io devo dire che erano tanti mesi che non la vedevo così allegra, attiva e indaffarata. Sapete la nostra storia non è sempre stata semplice. Il mio papà che l’aveva accompagnata dall’Australia all’Italia poco prima che nascessi, ha iniziato a comportarsi in modo strano dopo pochi mesi che ero venuto al mondo. La trattava male e le urlava talmente tanto che la mia mamma era così spaventata da dormire abbracciati io e lei per avere meno paura. Quante notti si è addormentata piangendo e tremando!! E io provavo a stringerla forte: ma ero paralizzato dalla paura.

Poi però, la mia mamma ha capito che non potevamo continuare a dormire per non sentirlo urlare ed ha trovato il coraggio di andare da delle persone (comunità mamma-bambino di Ai.Bi. ndr) che l’hanno aiutata a stare meglio e a dire al mio papà come doveva parlarci. Lui non è stato molto felice della cosa, ma per fortuna  ha deciso di tornarsene senza me e la mamma a casa sua in Australia.

Piano piano la mia mamma ha ripreso a pettinarsi, a truccarsi bene e a sorridere di più alla vita e soprattutto a me. Queste nuove emozioni, l’hanno aiutata anche a rimboccarsi di nuovo le maniche per trovare un lavoro che in futuro ci porterà a poter vivere nuovamente da soli in una casetta tutta nostra.

Questo lavoro l’ha trovato un po’ per caso, ma soprattutto perché ha ritrovato il coraggio che aveva prima che nascessi e che l’ha portata a girare il mondo. Ha letto tutti gli annunci di lavoro, ha girato tutti i negozi di dove viviamo ora e come accade a volte nelle favole, è accaduta la magia. Ha trovato questa gelateria, che produce anche gusti di gelato particolari come la mia mamma: zenzero e  cannella, peperoncino e zagara di limone e il raro gusto “perla del mediterraneo”.

Il proprietario l’ha messa alla prova per due settimane, e un po’ la sera quando tornava a casa, la vedevo che aveva paura perché tutte le sere alzava gli occhi al cielo e diceva speriamo che domani mi dica che sono assunta.

Ecco stasera la mia mamma alzerà ancora gli occhi al cielo, ma probabilmente per pregare e ringraziare chi da lassù ha fatto avvenire questo piccolo grande miracolo.

Intanto per adesso ha deciso di festeggiarsi così: gelato per tutti grandi e piccini.

E come la nostra mamma gelataia, tante sono le mamme che stanno facendo un proprio percorso di rinascita, supportate da operatori e personale ad hoc. Un percorso lungo e impegnativo che può, con il tuo aiuto, diventare più agevole. Per questo Ai.Bi ha lanciato la campagna “Fame di mamma”. Perché aiutare una mamma fragile significa far rinascere una donna felice di abbracciare i propri bambini, capace di trasmettere loro l’amore, il calore e la protezione che forse lei stessa non aveva mai ricevuto da piccola. Dare forza a una mamma è un atto d’amore per lei e per i suoi figli. Aiutaci anche tu con una donazione a fare rinascere e proteggere le mamme fragili e i loro bambini.

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