Kenya. Reintegrazione o adozione? Senza SaD non c’è scelta

bimbo kenya 200Tutto quello che voleva, prima di morire era veder nascere il suo bambino. Sperava di chiudere gli occhi lasciandolo solo al mondo, ma sano. Nonostante il parto avvenuto in ospedale, Martin alla nascita è risultato sieropositivo come la mamma, morta subito dopo averlo dato alla luce.

A quel punto nessun parente si è presentato per farsi carico del neonato, accolto in un Centro specializzato per bambini sieropositivi o con HIV conclamato. Ma Martin è nato sotto una buona stella. Dopo pochi mesi è risultato sieronegativo e così è stato trasferito in un istituto per bambini abbandonati. Il centro St. Paul, in particolare. L’istituto è attivo dal 1983, e al suo interno Amici dei Bambini, grazie a un finanziamento del Ministero degli Affari Esteri, opera garantendo ai bimbi un progetto di vita volto alla reintegrazione familiare. Quando questa strada non è percorribile, si cerca una famiglia adottiva.

Martin sembrava non avere davvero familiari, ma l’assistente sociale non si è fermata al fascicolo. E’ andata nell’ospedale dove il bimbo è nato e così è riuscita a ottenere il contatto della donna che aveva accompagnato la mamma all’ospedale. Raggiunta nella sua abitazione, la donna si è presentata come la ‘nonna acquisita’ del bimbo e ha accettato di occuparsi del bimbo. L’alternativa sarebbe stata impensabile: l’unico zio del bimbo rimasto in vita è alcolizzato.


Per Martin e la nonna è iniziato un lungo periodo di affiatamento e quando entrambi sono stati pronti, il bimbo è stato definitivamente assegnato alla tutela della donna. Anche se Ai.Bi. continua a monitorare le condizione del bimbo e a supportare la nonna anche economicamente.

A tre anni il piccolo frequenta la scuola materna. E’ un bimbo solare e intelligente. E nonostante non viva con la mamma, è sereno. Non di solo pane e giochi vivono i bambini.

La ricerca delle famiglie d’origine di bimbi abbandonati è una delle azioni possibili grazie al Sostegno a Distanza. L’abbraccio e il calore di una famiglia, anche ‘imperfetta’, non può essere sostituito da nessun istituto.

Per sostenere i nostri progetti in Kenya, attiva un Sostegno a Distanza. Regala a un bambino la Felicità che ha nome Famiglia.