L’#AfricainFamiglia con gli occhi di Daniela, volontaria Ai.Bi. in Marocco: ogni giorno, da dieci anni, al fianco dei bambini abbandonati

Arrivata nel Paese del Nordafrica dal “destino”, proprio mentre sognava di ritornare in servizio in America Latina, ha imparato nel tempo ad amare il Marocco e le persone che vivono in quel Paese

Tanti gli aneddoti che ha raccontato più volte per il notiziario di Amici dei Bambini: il più recente quello sugli ‘occhi’ dei piccoli costretti a vivere rinchiusi senza colpa nei centri di tutela per bambini e adolescenti che hanno problemi con la legge o vittime di violenza, testimoni di delitti o abbandonati

africa in famiglia. L'esperienza di Daniela in Marocco con l'adozione a distanzaL’adozione a distanza come strumento essenziale per “dare speranza a dei bambini rassegnati a vivere tristemente in orfanotrofio tutta la loro infanzia”: è l’appello che fa Daniela Ciliberti, volontaria espatriata con Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini, da ormai quasi dieci anni (a ottobre scoccherà il decimo anno) operativa in Marocco.

Una destinazione, quella in cui Daniela svolge la propria attività entrando e uscendo dagli orfanotrofi del Paese e “incrociando lo sguardo triste dei bambini abbandonati” con un “velo di tristezza che parte dal cuore e si esterna negli occhi”, che in realtà lei non aveva scelto: sognava piuttosto di tornare in America Latina: “Invece, il destino mi ha portato qui”.

Ci ha messo poco, però, a imparare a rispettare e ad amare questo Paese, attraverso il servizio e il sostegno ai minori in difficoltà che vivono – o, più spesso, sopravvivono – tra strutture di accoglienza e strade delle città marocchine.

Daniela ha capito presto il significato di operare ogni giorno in difesa dell’infanzia abbandonata in un Paese particolare come il Marocco: “Vuol dire battersi quotidianamente per rivendicare i diritti di questi bambini, contro delle leggi discriminatorie e irrispettose dell’interesse superiore del minore. E, soprattutto, contro tutte le stigmatizzazioni sociali che questi bambini subiscono”. Qualcuno li chiama ‘figli del peccato’, molti li evitano, perché secondo la concezione invalsa sul territorio, se entro i 5 anni d’età i bambini non riescono a trovare una famiglia, rischiano di essere additati con disprezzo per il resto della loro vita.

È questa la spirale negativa che Ai.Bi. è impegnata a cercare di ‘spezzare’, restituendo nel contempo una speranza di riscatto a centinaia di questi minori, che già attraverso il loro sguardo fanno filtrare tutto il rancore per la situazione, misto alla rassegnazione per la condizione in cui vivono. “La frustrazione” che Daniela ha sperimentato guardando in viso, ad esempio, delle ragazze ospiti di un centro di tutela per ragazzine minorenni di Casablanca.

Adottare a distanza – sottolinea l’operatrice Ai.Bi. – è importante perché permette a questi bambini di affezionarsi a qualcun altro che non sia il suo educatore, o il direttore del centro, o la cuoca. Gli permette di conoscere un mondo nuovo e sognare, grazie alle storie che reciprocamente il sostenitore e il bambino/a si scrivono, grazie ai regali, le foto, i disegni che si scambiano. Ma, soprattutto, è importante perché permette al minore di continuare a sperare in un futuro migliore…e di credere in qualcuno che pensa a lui/lei anche se solo a distanza”.

Ecco perché “attivare un’adozione a distanza è fondamentale per dare speranza a dei bambini rassegnati a vivere tristemente in orfanotrofio tutta la loro infanzia…e non è una frase di circostanza – chiarisce Daniela – è la verità! Ovviamente, non è l’unica cosa che aiuterà a dare speranza a questi bambini, ma attivando un sostegno a distanza si possono fornire loro i servizi di accompagnamento psicologico, scolastico e altri ancora, necessari a rafforzare la personalità dei bambini abbandonati e istituzionalizzati, affinché diventino autonomi e indipendenti il giorno in cui dovranno uscire dal sistema di protezione dell’infanzia marocchino. E vivere la loro vera vita!”.

Un’adozione a distanza rappresenta, dunque, un gesto d’amore concreto ed essenziale, che cambia la vita di un bambino senza famiglia. Una scelta che vale la pena di compiere.