Lasciti solidali, quando il ricordo di una persona cara vive attraverso la solidarietà. Perché farlo per i bambini di Ai.Bi.?

img_0642Per decenni ha vissuto senza pensare alla morte. E quando l’ha sentita vicino ha pensato di nuovo al futuro” racconta Sandro Bernardini, nipote ed esecutore testamentario dell’imprenditore di Varese, Renato Giuliani, che ha devoluto 7 milioni di euro a strutture ed associazioni del territorio che si occupano dei bambini.

È stata una scelta meditata e condivisa con le persone vicine – aggiunge –. Anche per questo noi parenti ne condividiamo lo spirito e lo riteniamo un gesto di assoluta grandezza”.

E così, questo straordinario gesto di solidarietà non può che riscaldare i cuori e spingere ad avere ancora fiducia nella generosità delle persone. Perché  enti, associazioni, ricercatori scientifici, possono avere grandi idee e progetti, ma l’amara verità è che se non si raccolgono fondi, se non ci sono persone che per prime credono nella bontà della mission, si può fare davvero poca strada. E l’idea rimane tale.


 Allora i lasciti, in questo senso, giocano un ruolo di primo piano. Per questo lo spirito dell’imprenditore Giuliani, di pensare al futuro proprio nel momento della morte, è quello più corretto e “costruttivo”. Soprattutto quando il futuro è rappresentato dai bambini.

Proprio per loro bisogna fare l’impossibile e cercare di rendergli la vita sempre più “leggera” e gradevole: e questo vuol dire trovare il modo di alleviargli sofferenze materiali e non (come quella di non avere una famiglia, di essere solo, di non avere una mamma e un papà).

Il lascito, come qualsiasi altra donazione è dunque un piccolo grande gesto che può risultare davvero prezioso. Come quello della signora Caterina Iudicello, un’anziana vedova siciliana, e di Angela Orsini, operaia di un’azienda di Corteolona. Grazie a loro Amici dei Bambini ha acquistato un immobile, in provincia di Milano, dove è stata realizzata la Family House. Questa rappresenta un progetto unico in Italia: una vera e propria clinica specializzata nella cura del male dell’abbandono pensata per mamme e figli in difficoltà,  offre cure e servizi a famiglie a rischio abbandono del territorio capace di accogliere fino a 32 persone e composta di varie strutture tra cui un appartamento di alta autonomia e due comunità mamma bambino. Una di queste è “Casa Caterina”, intitolata proprio alla generosa donatrice.

La Family house nasce dalla prese di coscienza che l’abbandono è un dramma sempre più presente anche nel nostro Paese, dove almeno 3mila bambini (di cui, per la maggior parte, si perdono le tracce perché solo 400 vengono lasciati in ospedale dopo il parto), mentre 30 mila minori crescono al di fuori dell’ambiente famigliare), ogni anno perdono l’affetto dei loro genitori. Per dire “basta” a tutto questo Ai.Bi. ha realizzato la Family House, un complesso di strutture e servizi – comunità mamma-bambino, appartamenti di semi e alta autonomia, consultorio, culla per la vita, centro di formazione – pensati per l’accoglienza di neonati abbandonati, mamme sole e famiglie in difficoltà.

A dimostrazione della necessità di un luogo simile continuano ad arrivare proposte di inserimenti in comunità mamme/bambino che non sono state accolte perché le strutture sono piene. Fino a qualche anno fa erano soprattutto donne straniere sole, oggi ci sono tante mamme italiane vittime di violenza domestica, donne con disturbi psichiatrici, vittime della tratta.

Per questo la Family House è un progetto che deve andare avanti e ampliarsi. Ma per fare questo abbiamo bisogno anche di voi.

Amici dei Bambini porta avanti una campagna specifica dedicata proprio ai lasciti solidali, chiamata La mia famiglia, l’ho ereditata. Da te”, patrocinata dal Consiglio Nazionale del Notariato. Fino ad ora quello della signora Caterina è solo uno degli oltre 10 testamenti solidali ricevuti da Ai.Bi. dal 2006, per un totale di circa 957mila euro.

Infine un’informazione degna di nota. Destinare a un’associazione una parte di quanto si possiede, per esempio, non lede in alcun modo i diritti dei propri eredi ed è esente da qualsiasi imposta. A volte le procedure burocratiche sono un po’ lunghe, ma per snellirle è sufficiente affidarsi  a un notaio ed evitare il “fai da te”. In questo modo è possibile non lasciare dubbi sulle effettive volontà del donatore, evitare operazioni non consentite dalla legge e usare i termini corretti.

Scrivendo a lasciti@aibi.it si possono ricevere tutte le informazioni e i chiarimenti ed eventualmente essere contattati telefonicamente, senza alcun impegno, da un consulente.