Marco Carretta con Ai.Bi. a Radio Mater. “Le famiglie e i figli adottivi devono testimoniare la bellezza dell’adozione”

“Oggi c’è tanto scetticismo. Ma ogni storia è diversa. L’adozione offre una doppia opportunità: quella di creare una famiglia e, per i bambini, quella di tornare a essere ‘figli’”

adozione internazionale. Su Vita parla Marco Carretta, figlio adottivo grazie ad Ai.Bi.Perché di adozione internazionale bisogna parlare? A spiegarlo, con un’intervento a Radio Mater andato in onda questa mattina, è stato Marco Carretta. Figlio adottivo e membro di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, organizzazione che da oltre trent’anni si batte contro l’abbandono di minori nel mondo e in Italia, Marco è arrivato nella sua famiglia dal Marocco quando aveva soltanto 22 mesi.

“Sono stato fortunato – spiega – perché essendo arrivato così piccolo ho trascorso poco tempo in istituto. Ma, purtroppo, non sempre questo accade”. Dalla sua personale esperienza, Marco ha spiegato perché, soprattutto oggi, sia importante raccontare l’adozione. E perché, a farlo, debbano essere i figli adottivi, come lui, e le famiglie adottive.

“Oggi – prosegue Marco – quando si parla di adozione, purtroppo, c’è sempre tanto scetticismo. Questo perché accade? Perché in realtà sui media e su internet quando se ne parla lo si fa dal punto di vista negativo. Si parla di problemi, criticità. E allora chi ha vissuto questa esperienza dovrebbe testimoniarla, dovrebbe aprirsi, affinché le coppie che si approcciano a questo mondo si sentano tranquillizzate”.

“Una coppia – spiega ancora – quando si avvia a creare un nucleo famigliare è normale che sia intimorita. Perché un figlio ti cambia la vita. E lo fa a tempo indeterminato. Ma ogni storia è diversa. E l’adozione è una cosa bellissima perché offre una doppia occasione: alle coppie dona l’opportunità di dare vita a una nuova famiglia, mentre ai bambini abbandonati dona la possibilità di tornare a essere figli”.