Marocco: storie di abbandono, di rinascita, di nuovi abbandoni e di nuove rinascite… Inchallah!

Essere abbandonato dalla propria mamma all’età di 3 anni perché lei é stufa e non ha più voglia di prendersi cura di te. Lei apre la porta di casa e ti lascia là fuori per sempre.

Essere accolto da un tuo vicino di casa che si accorge di tutto e per anni si prende cura di te come fossi il suo piccolo vero figlio.

Sembrerebbe una storia a lieto fine ma invece non lo è per niente, si perché Mohamed (nome di fantasia) all’età di 16 anni si ritrova a vivere nel centro Maison d’Enfants Akkari perché il suo papà “adottivo” non ha avuto altra scelta. Quando 13 anni fa lo aveva accolto in casa come fosse il suo vero figlio, non aveva trovato la solidarietà di sua moglie che lo aveva accolto, ma senza mai farlo sentire desiderato e amato. L’uomo si è sentito diviso tra i due, da una parte la donna della sua vita, magari neppure il grande Amore, ma pur sempre una persona che si prende cura costantemente di lui; dall’altra Mohamed, il figlio tanto desiderato e che il Cielo non aveva mai mandato biologicamente. All’inizio l’uomo era riuscito a mediare e gestire la situazione ma poi i litigi con la sua donna si sono fatti sempre più frequenti e pur di non rimettere Mohamed in strada, l’uomo ha creato per lui una stanzetta nella bottega da elettricista che possiede in un quartiere della periferia di Rabat. E’ li’ che Mohamed ha passato gli ultimi 6 anni di vita, con il suo papà adottivo che faceva da spola tra casa e bottega, per portargli pasti caldi, e garantirgli tutto il necessario per star bene fisicamente o per andare a scuola. Quest’anno poi la sua donna lo ha messo di fronte ad una scelta: o lei o il bambino, ormai ragazzo, che comprende molto bene la situazione assurda in cui si ritrova, con una mamma che lo ha abbandonato una prima volta e un papà adottivo che non ha il coraggio di rinunciare alla sua donna, una donna che se lo amasse davvero non lo porrebbe mai di fronte ad una scelta del genere. La donna ha dunque minacciato l’uomo di divorzio nel caso in cui non si fosse “disfatto” in fretta del ragazzo.


Il poveruomo dunque, suo malgrado, ha accompagnato il ragazzo alla Maison implorando i responsabili di prenderlo con sé… è troppo legato a lui e non ha nessuna intenzione di abbandonarlo definitivamente. Vuole solo cercare un posto più degno per Mohamed, dove possa passare in modo più sereno e tranquillo questi due anni che lo aspettano prima della maturità. L’uomo tornerà tutti i giorni a vederlo, garantirà per lui tutti i bisogni necessari, e continuerà sempre a stargli vicino. Di sicuro a Mohamed farà piacere ma è pur certo che non dimenticherà mai, per tutta la sua vita, le ingiustizie subite (prima dalla sua mamma biologica e poi dalla compagna dell’uomo che prova per lui tanto amore).

Storie come questa fanno venire la pelle d’oca, sembrano trame di film di registi macchinosi, ma invece sono all’ordine del giorno in Marocco e probabilmente in tanti altri Paesi del mondo. Storie come questa sono il frutto dell’insensibilità di certa gente, della loro freddezza, cattiveria e mancanza di sensibilità e sentimenti. Fortuna che pero’, dall’altra parte, si sono anche tante persone con un cuore nobile, pronte a prendersi cura di bambini mai desiderati.