Minori stranieri, in Italia sono oltre un milione e crescono ogni anno. Oltre 14mila quelli non accompagnati sbarcati nel 2017

I numeri di un esodo costante nonostante il silenzio dei media sull’argomento sono stati forniti dalla Fondazione ISMU. Più di 815mila frequentano le scuole italiane. In media sono 70mila i neonati con genitori stranieri che nascono nel nostro Paese. In aumento la componente di Msna che arrivano sulle nostre coste rispetto al totale dei migranti giunti in Italia

Minori stranieri in Italia: i numeri sono in aumento generalizzato e in crescita costante, anche se non vengono ‘reclamizzati’ più dai media, ormai alle prese con altri temi in agenda. I dati forniti dalla Fondazione ISMU segnano tuttavia in modo incontrovertibile un trend che ha caratterizzato l’intero 2017 e prefigurano analoghi livelli anche per l’anno nuovo. In particolare, sono oltre un milione quelli iscritti alle anagrafi comunali italiane, un quinto della popolazione straniera residente. Di questi, 815mila hanno più di 5 anni e frequentano le scuole italiane. Ogni anno, inoltre, nascono in media 70mila bambini e bambine con genitori stranieri (il 14% di tutte le nascite).

Di anno in anno aumentano significativamente i minorenni di origine straniera che ottengono la cittadinanza italiana: ad oggi rappresentano il 40% di tutte le acquisizioni. Inoltre, la Fondazione ISMU ha rilevato che dal 1° gennaio al 25 ottobre 2017 oltre 14mila minori non accompagnati (Msna) sono sbarcati sulle coste italiane, il 13% di tutti i migranti giunti in modo non autorizzato via mare.

Rispetto a tutti i minori che sbarcano in Italia la componente di giovani soli è sempre più rilevante. Il peso relativo di essi è andato crescendo nel tempo: nel 2014 essi costituivano il 49%, nel 2015 il 75%, nello scorso anno il 92% degli oltre 28mila minori sbarcati e nel periodo gennaio-ottobre 2017 costituiscono il 93% dei minori arrivati via mare, a testimonianza di una migrazione prevalentemente individuale di giovani quasi adulti originari soprattutto dal continente africano (Guinea, Costa d’Avorio e Gambia i principali paesi di provenienza).

E sono in aumento i minori non accompagnati nelle strutture di accoglienza. I dati relativi ai minori soli, segnalati alle autorità e che risultano presenti e censiti nelle strutture di accoglienza italiana rilevati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, evidenziano un aumento nel triennio 2014-2017: al 31 dicembre del 2015 erano presenti 12mila minori non accompagnati, a fine 2016 oltre 17mila e al 30 settembre di quest’anno si contavano più di 18mila giovani ospitati presso famiglie e strutture di accoglienza su tutto il territorio nazionale, di cui il 43% nella sola Sicilia, principale regione di sbarco.

Il 93% dei minori non accompagnati presenti nelle strutture di accoglienza è costituito da giovani maschi; il 60% degli accolti ha 17 anni. Al 30 settembre scorso le nazionalità prevalenti tra i presenti erano Gambia (2.512), Egitto (1.925) e Guinea (1.772). Inoltre altro dato preoccupante riguardano i minori irreperibili, che si allontanano volontariamente dalle strutture di accoglienza che li ospitano: sono 5.433 i minori che risultavano irreperibili al 30 settembre scorso nelle strutture di accoglienza censite dal Ministero del Lavoro.

Si tratta di giovani somali, eritrei, egiziani, afghani che vogliono raggiungere parenti e reti amicali nei paesi del nord Europa o soggiornare in Italia svincolati dall’accoglienza istituzionale. Infine le richieste di asilo presentate da minori non accompagnati in Italia, pur risultando esigue rispetto al numero degli sbarcati e dei presenti, hanno registrano un incremento dal 2014 ad oggi.

Infatti si è passati da 2.500 minori non accompagnati richiedenti asilo nel 2014 ai quasi 4.000 del 2015 (+58%) e ai 5.700 dello scorso anno. Nei primi dieci mesi del 2017 i numeri sono ancora in crescita: le domande di asilo presentate sono 7.758 e rappresentano il 6,7% del totale, contro il 4,6% dell’anno precedente. E negli ultimi 10 anni i nuovi italiani sono quasi un milione: dal 2007 al 2016 le acquisizioni di cittadinanza in Italia sono state 956mila.

Tranne che negli anni 2002, 2011 e 2014, nell’ultimo quindicennio gli sbarcati sono stati sempre meno degli acquisiti alla cittadinanza italiana: nel 2015 e 2016 il numero di acquisti alla cittadinanza italiana ha superato rispettivamente di 24.000 e 20.000 unità quello degli sbarcati negli stessi anni, e nell’ultimo quinquennio complessivamente l’ha oltrepassato di 114.000 unità. Tra le principali nazionalità extracomunitarie di origine degli acquisiti alla cittadinanza italiana durante il 2016 si confermano ai primi posti in senso assoluto albanesi e marocchini, rispettivamente con 37mila e 35mila neo-italiani.

Entrambi i collettivi (dalla storica presenza in Italia) hanno un tasso annuo di acquisizione di 81-82 naturalizzati ogni mille residenti, un valore doppio rispetto alla media fra tutte le nazionalità. A presentare invece il più alto tasso di acquisizione alla cittadinanza italiana è la comunità brasiliana (quasi 6mila acquisiti, per un tasso del 130 per mille rispetto al numero di residenti).

Dal punto di vista del genere non ci sono grandi differenze tra uomini e donne: il 51% delle acquisizioni di cittadinanza si riferisce al collettivo straniero maschile e il 49% a quello femminile (in numeri assoluti 103mila contro 98mila). Infine come nel 2015 anche nel 2016 la regione in cui si registra il maggior numero di acquisizioni in termini assoluti è la Lombardia, seguita dal Veneto e dall’Emilia-Romagna.

I tassi di acquisizione maggiori si rilevano nel Centro-Nord Italia: al primo posto si posiziona la Valle d’Aosta, con un valore di 76 acquisiti ogni mille residenti, seguita dal Trentino Alto Adige (71 ogni mille), dalle Marche (61 ogni mille) e dal Veneto (60 ogni mille). Agli ultimi posti troviamo la Campania (12 ogni mille) e la Basilicata (14 ogni mille).

Fonte: Korazym