Non vuole la playstation, non vuole un telefonino, non vuole un computer: vuole solo essere preso in braccio.

carlosAbbiamo pochi giorni di tempo per trovare una famiglia a questo bambino. Altrimenti passerà il resto della sua vita in un istituto. Altrimenti perderà per sempre la speranza di essere amato, di essere e sentirsi come gli altri. Facciamo scattare una gara di solidarietà per trovare una mamma e un papà a Carlos. Che siate una coppia che vuole adottare o invece ha già adottato. Che possiate pensare di accoglierlo voi stessi o invece crediate di conoscere una famiglia che possa farlo. Che siate adulti o giovani: tutti potete dare un aiuto a Carlos.

Raccontando la sua storia, facendo girare questo appello perché raggiunga più persone possibile. Passate parola, fate conoscere il suo nome e il suo sogno di diventare figlio.

Carlos, 10 anni, colombiano. Una madre troppo giovane e sofferente per occuparsi di lui, abusata fin da piccola dal padre, legata a un compagno violento, che ha maltrattato lei e i suoi figli, ripetendo lo stesso atroce ciclo di violenza subìto. I fratellini più piccoli non ce l’hanno fatta a resistere, sono entrambi affetti da una forma di grave mutismo selettivo. Solo Carlos si è aggrappato con tutte le sue forze alla vita e alla speranza di venirne fuori. E’ stato allontanato da casa, affidato temporaneamente a una famiglia, dichiarato adottabile, ma è già grande. Troppo grande per la maggior parte delle coppie adottive che danno la loro disponibilità ad accogliere solo minori di pochi anni.


Eppure Carlos è ancora un bambino, con i pensieri, i sogni, le ingenuità e le paure di tutti i bambini. Una, la più grande, è quella di restare solo, al buio, per sempre.

La storia di Carlos è una storia triste e noi vorremmo cambiargli il finale, anche se sembra che ormai sia già scritto.

Eppure c’è ancora tempo perché la speranza non si spenga del tutto. C’è ancora tempo perché questa sua preghiera non resti senza risposta. La nostra, la vostra.

Passate parola. Carlos siete anche voi. Siete la sua voce: più siamo e più il suo grido sarà amplificato dal nostro e riusciremo a farci sentire lontano.

Fino a raggiungere il cuore di una coppia di genitori pronti ad accoglierlo. A dire sì alla sua preghiera, a prenderlo in braccio.

Mamma, papà, dove siete? Posso ancora sperare di incontrarvi, un giorno? Certe mattine sono sicuro che esistete, da qualche parte. Lo sento, come il sole sulla faccia. Devo solo fare il bravo, comportarmi bene, e verrete a prendermi. Vi piacerò? Sarò bello abbastanza? Io intanto ho imparato a pettinarmi e uso il sapone perché vi venga voglia di abbracciarmi.

Certe mattine qui piove, il letto è freddo, l’acqua è fredda, i compiti non vengono e io penso che starò qui per sempre. Non so se è la pioggia o se sono io che piango.

Gesú, so che non è ancora Natale, ma è troppo urgente e non posso aspettare tutti questi mesi.

Trovami una mamma e un papá che mi amino per sempre. Io ce la sto mettendo tutta per essere il bambino piú bravo di tutti.

Sí, lo so, i bambini di solito da subito hanno la mamma e il papá. Io no. Io ho 10 anni, e ancora niente. Ma allora, ti prego più forte: portameli presto, portameli adesso. Non voglio più rimanere solo.

Ti prego, ti prego, ti prego, fai che si apra quella porta ed entrino mamma e papá.

Come sarà? Come saranno? Che cosa mi direte? Avrete voglia di prendermi in braccio?

Oggi c’è il sole e allora chiudo gli occhi e sento nelle orecchie, proprio come se fosse vero: “Tesoro, finalmente ti abbiamo trovato! Scusa se ci abbiamo messo un po’, ma siamo qui. E non ce ne andremo più. Mai piú”.

Gesù, fa che domani non piova.

Fa che domani ci sia di nuovo il sole. Fa che… mai più!

 

Pubblichiamo l’appello della nostra operatrice in Colombia, che sta cercando, insieme a noi, una famiglia per Carlos.

Cari genitori in attesa,

è con il cuore in mano e le lacrime agli occhi che vi scrivo questo accorato appello, io che conosco bene Carlos visto il lungo tempo che ha trascorso con Amici dei Bambini e l’impossibilità, finora, di trovargli una famiglia. Tutti i bambini sono speciali, ma lui lo è un po’ più degli altri. Ha compiuto 10 anni a febbraio e questo lo rende di “difficile adozione” perché troppo grande. Vi posso assicurare che non è un adolescente. É piccolo, é dolce, é sano e ha solo bisogno di voi. E’ un foglio bianco sul quale la vita va ancora tutta scritta. Continua a sperare, ma, ogni giorno che passa, inizia a chiedersi se è colpa sua, se potrà mai essere un bambino uguale agli altri, se c’è qualcosa in lui che non funziona perché nessuno lo vuole.

Fa male vedere quello che sta vivendo nel suo cuore. Un piccolo angelo che non vuole un computer, non vuole un telefono, non vuole un videogame: vuole solo essere preso in braccio e accompagnato da una mamma e un papà.

Con tutta me stessa, vi prego di prendere in considerazione questo bambino, di non badare alla sua data di nascita, ma di guardare al suo cuore. Carlos ha un grande coraggio e che chiede a voi di trovarne altrettanto: il coraggio di venirlo a prendere, il coraggio di volergli bene, il coraggio di accoglierlo.

Per leggere la storia di Carlos, clicca qui.