Oltre l’abbandono. Nasce il “CareLeaversNetwork” punto di riferimento per chi crede nel futuro

care-leaversUna mongolfiera guidata da un cactus. È questo il logo del “Care Leavers Network”, la prima rete italiana di ragazzi tra i 16 e i 24 anni che stanno crescendo o sono cresciuti “fuori famiglia” (in comunità o in affido), riuniti in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva. Il Network – coordinato da Diletta Mauri – ha debuttato ufficialmente su scala nazionale la scorsa settimana, in collaborazione con l’Autorità Nazionale Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

A luglio 2017 si terrà a Roma la prima Conferenza Nazionale dei Care Leavers. “È importante ampliare il ventaglio delle possibilità offerte a questi ragazzi sia dal punto di vista lavorativo e abitativo sia creando delle reti e favorendo la loro partecipazione e il mutuo aiuto. Questo è un buon progetto, che va in questo senso”, ha commentato Filomena Albano, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Ma chi sono i care leavers? Il “Leaving Care Act” del 2000, in Gran Bretagna, definisce “care leaver” chi ha più di 16 anni e ha passato una parte di infanzia fuori dalla propria famiglia d’origine. In particolare, sono quei ragazzi che al compimento dei diciotto anni lasciano una comunità o la famiglia affidataria, in quanto maggiorenni: ma prendere il largo senza “paracadute”, senza essere sostenuti dalla famiglia, a 18 è difficile.


Oggi sono Ahsan, Almas, Denise, Fabio, Fabrizio e Stefano, con le loro emozionanti testimonianze, a raccontare in un video chi sono, cosa sognano, di cosa hanno paura e soprattutto raccontano il senso del Care Leavers Network: “Compiere 18 anni significa sapere che sei da solo, quindi in qualche modo devi farcela”, “lavorare con persone che hanno avuto le stesse difficoltà che hai avuto tu è rassicurante”, “farsi aiutare non è da deboli, è solo essere umani”, “abbiamo da imparare ma possiamo anche insegnare, questo è il senso del network”.

Fonte: Vita