Adozione Internazionale. I Paesi dove adottare: il Burundi (4)

Piccolo stato nel cuore dell’Africa molto attivo nell’Adozione Internazionale. Richiede un breve periodo di permanenza ed è aperto anche ai single. Da qui sono arrivati in Italia, con Ai.Bi., 7 minori solo nell’ultimo anno e mezzo. E altri stanno per arrivare

Il Burundi è un piccolo Paese dell’Africa che, a guardarlo sulla mappa, sembra quasi disegnato a forma di cuore. Ma non il cuore stilizzato delle Emoji, piuttosto l’organo vero, pulsante e vitale. E non è solo una suggestione, perché il Paese si trova davvero nel cuore dell’Africa, e per chi si avvicina all’adozione, il cuore diventa anche il luogo simbolico da cui può nascere una famiglia.

Custodire la memoria

Il Burundi è una terra intensa, fatta di contrasti armoniosi. Il verde rigoglioso delle colline coltivate e della vegetazione si intreccia con il rosso caldo della terra: una tonalità terracotta profonda, che cambia con la pioggia e con il sole, ma resta sempre sorprendentemente bella. È lo stesso colore che si ritrova sulla pelle dei bambini, una pelle luminosa, calda, che sembra custodire dentro di sé la memoria della terra da cui proviene e che fa risaltare ancora di più un sorriso.
Quei sorrisi grandi e aperti che troviamo sul volto di tutti i suoi abitanti e che spesso colpiscono chi arriva per la prima volta. È una forma di accoglienza, un modo di stare al mondo.

Imana e amahoro

Ma c’è anche qualcosa di più profondo che attraversa la vita quotidiana del Burundi: una spiritualità diffusa, semplice e radicata. Tutto sembra essere permeato da “Imana”, il termine kirundi con cui si indica Dio, una presenza percepita come vicina e costante. Imana non è soltanto una parola legata alla religione, ma un riferimento che entra nella lingua, nei gesti e perfino nei nomi delle persone, come segno di affidamento, gratitudine o speranza. È un modo di guardare alla vita in cui ogni storia è parte di qualcosa di più grande.
In questo stesso spirito si inserisce anche uno dei saluti più diffusi: “amahoro”, che significa “pace”. Non è solo una formula di cortesia, ma un augurio profondo, uno scambio autentico che richiama il desiderio di armonia, di bene e di serenità per l’altro. Dire “amahoro” è, in qualche modo, riconoscere l’altro e augurargli di vivere nella pace, dentro e fuori.
Infine la bandiera del Burundi, che con i suoi colori rosso, verde e bianco, richiama in modo particolare quella italiana. Un dettaglio curioso, che può diventare simbolico per chi immagina un ponte tra due Paesi, tra due storie che si incontrano.

Adozione Internazionale in Burundi con Ai.Bi.

È proprio in questo periodo, l’anno scorso, che si concludevano le prime adozioni gestite da Ai.Bi. nel Paese: 3 bambini tra i 3 e i 9 anni, sono infatti arrivati in Italia dal cuore dell’Africa nel 2025.
4 bambini tra i 4 e i 6 anni sono arrivati ad inizio 2026 e altri 2 bambini di 7 anni arriveranno presto.
Nel contesto delle adozioni internazionali, il Burundi è un Paese che negli ultimi anni ha costruito un sistema più strutturato. L’Autorità Centrale competente è il Ministero della Giustizia, dei Diritti Umani e del Genere, che supervisiona le procedure e collabora con gli enti autorizzati stranieri.

Il percorso dell’Adozione Internazionale in Burundi richiede un unico viaggio nel Paese, di circa due settimane, necessarie per conoscere il bambino, il Paese stesso e per completare gli adempimenti per il rientro.
Per quanto riguarda i requisiti, possono adottare sia coppie sposate, sia coppie di fatto, che persone singole. Le coppie devono essere unite in matrimonio da 5 anni. L’età minima per poter adottare è 30 anni.
Dopo l’adozione, è necessario inviare alcune relazioni post-adottive: il Burundi richiede aggiornamenti periodici sul benessere del minore, con cadenza semestrale per il primo anno e annuale fino alla maggiore età.

Adottare… con il cuore

Rispetto alla sicurezza, il Burundi è un Paese relativamente stabile, ma la sua vicinanza alla Repubblica Democratica del Congo, in particolare alla regione del Nord Kivu, richiede attenzione. È importante seguire le indicazioni delle autorità italiane e degli enti, adottando comportamenti prudenti durante la permanenza.
Eppure, dentro questa complessità, resta forte l’immagine di un incontro con un bambino che arriva da una terra rossa e viva, un bambino che porta con sé una storia che continua, non si interrompe. Adottare, in fondo, è proprio questo: generare dal cuore. Non cancellare ciò che è stato, ma accoglierlo, dargli spazio, farlo diventare parte di una nuova narrazione.
E allora quel cuore disegnato sulla mappa del Burundi non è solo una coincidenza, è un invito.
L’invito a considerare la costruzione o l’allargamento della propria famiglia adottando un bambino proveniente dal cuore dell’Africa: dal Burundi.

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Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”. Dona per il Fondo Accoglienza Bambini Abbandonati