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Adozioni, burocrazia, costi elevati e attese interminabili. Così in Italia sono crollate

È un «male comune» europeo ma in questo caso non c’è nemmeno un pizzico di «gaudio». Crollano le adozioni internazionali, aumentano le coppie in attesa: ottenere l’affidamento di un bambino è spesso un sogno che resta irrealizzato. L’Italia non è esclusa da questa perturbazione. In cinque anni i nuovi arrivi di stranieri in famiglia si sono dimezzati, passando dai 4.130 del 2010 ai circa 2.100 del 2015.

“Stepchild”, un colpo alle adozioni internazionali

Non si vota solo sul disegno di legge Cirinnà. Si vota anche sul destino delle adozioni. L’Italia deve decidere se sostenere e promuovere questo istituto che oggi è in gravissima crisi, oppure affossare definitivamente una scelta che rimane tra le più alte espressioni di solidarietà umana.

Adozioni dimezzate in tre anni

Calano le adozioni in provincia e nella città di Trento. Un calo marcato nell’ultimo triennio. In Trentino nel 2012 le istanze presentate da coppie aspiranti all’adozione erano state 64, nel 2013 erano calate a 48, nel 2014 erano 40 e l’anno scorso 34. A livello cittadino si è passati dalle 23 richieste del 2012 alle 13 del 2013, risalite a 18 nel 2014 e scese nei primi nove mesi dell’anno scorso. Diversi i fattori che hanno provocato questa crisi di «vocazioni».

Adozioni e coppie gay, l’ingiusta strada

«Comprare non è amare». Uno slogan che sembra inventato ora, e che invece risale agli anni 80 del Novecento. Fu l’Anfaa, l’Associazione famiglie affidatarie e adottive, a coniarlo: si era nel bel mezzo della battaglia per regolamentare le adozioni e per fermare quello che allora veniva chiamato «il traffico dei bambini».

Marcon (Ve), quando il figlio adottivo diventa alunno: famiglie e insegnanti alle prese con le incognite dell’inserimento scolastico

Come muoversi nel complesso mondo dell’adozione? Una domanda che ne racchiude molte altre che sempre più spesso gli operatori del settore si sentono rivolgere dalle coppie in attesa e da quelle che hanno già adottato. Sono loro il numeroso e variegato pubblico di destinatari del ciclo di incontri “Si può fare…”, organizzato a Marcon dal Tavolo Provinciale di Venezia.

Omar, il giovane migrante che da voce a milioni di bambini siriani: “Aiutateli a vivere nel loro Paese”

Sostegno a distanza Siria – Anche Omar ha viaggiato su un barcone, ha provato che cosa voglia dire essere stipato insieme a decine di altre persone a bordo di un’imbarcazione che a ogni metro rischiava di colare a picco, ha visto la morte in faccia. Ma ce l’ha fatta e ora ripensa alla sua esperienza, all’accoglienza che ha ricevuto e a quella che avrebbe potuto ricevere.

Kenya, il club dei diritti dei bambini

Per accompagnare 85 ragazzi di 6 istituti di Nairobi e Kajiado nel percorso che li porta da bambini a care leavers pronti ad affrontare il futuro, Ai.Bi. Kenya, in collaborazione con i partner locali e il ministero degli Affari Esteri, ha organizzato un seminario di formazione finalizzato alla creazione del Children Rights Club: una prima opportunità per questi giovanissimi di esercitare il loro diritto di partecipazione. Vai alla pagina del Sostegno a Distanza Kenya

Nepal. Francesca Giovannini, nuova cooperante di Ai.Bi. in un Paese che prova a rinascere: “Dopo terremoto ed embargo, voglio ridare il sorriso ai bambini di Kathmandu”

Sostegno a distanza Nepal – Berlino, Colombia, Tanzania, Kenya, Nepal. Nonostante abbia solo 30 anni, di esperienza internazionale ne ha abbastanza da fare invidia ai suoi colleghi  più “navigati”. Francesca Giovannini, milanese, è la nuova cooperante di Amici dei Bambini in Nepal. Prende il posto di Silvia Cappelli, da qualche tempo operativa in Marocco, e ne eredita la missione: portare avanti i progetti di Sostegno a Distanza Nepal  e di ricostruzione post-sisma avviati da Ai.Bi. nel Paese asiatico, conducendo ogni giorno quella lotta all’abbandono che, a Kathmandu e dintorni, si è fatta ancora più difficile dopo il tremendo terremoto della primavera 2015 che ha sconvolto un intero popolo.