Papa Francesco prega per Goma evacuata per l’eruzione del vulcano. Ai.Bi. al fianco dei “suoi” bambini. AGGIORNAMENTO

Situazione drammatica nella Repubblica Democratica del Congo in seguito all’eruzione del vulcano Nyragongo. Salgono a 32 il numero delle vittime e si teme siano più di 170 i bambini dispersi nella fuga


“Preghiamo anche per le popolazioni della città di Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, costrette a fuggire a causa dell’eruzione del grande vulcano Nyiragongo”. Queste la parole con le quali Papa Francesco ha rivolto un pensiero alla popolazione del Congo durante il Regina Caeli di domenica 23 maggio.

Eruzione a Goma, vulcano Congo: la lava alla periferia della città

Il Pontefice ha invitato tutti i fedeli a pregare per le persone che da sabato sera vivono nella paura e nell’angoscia scatenate dall’eruzione del grande vulcano Nyiragongo, che si trova a nord est della città di Goma. Una città che conta oltre 600 mila abitanti ma che, tenendo conto di tutte le aree circostanti, arriva a due milioni.
Il vulcano dista una ventina di chilometri dalla città e il fiume di lava, che ha preso a scorrere in direzione sud, proprio verso Goma, già nella notte di sabato aveva raggiunto le case della periferia, costringendo alla fuga migliaia di persone. Per fortuna, nella giornata di domenica la furia del vulcano si è un po’ placata, tuttavia nella popolazione è ancora vivo il ricordo dell’eruzione del 2002, che provocò circa 300 morti e distrusse la cattedrale cattolica della città.

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Come riporta Il Post, un funzionario del governo congolese ha riferito al Guardian che la lava ha raggiunto l’aeroporto, ma non ha intaccato la “maggior parte dei quartieri residenziali”.
Ciò nonostante, molte persone avevano già iniziato a scappare alle prime avvisaglie dell’eruzione, che per tutta la notte di sabato ha reso il cielo di un rosso acceso.


Vulcano Congo: sfollati i bambini del Centro Fed. Ai.Bi. pronta a mandare subito il suo aiuto

“Mentre la popolazione era in attesa di un piano di evacuazione, il panico ha portato la popolazione a sfollare in due direzioni: alcuni si sono diretti verso est ai valichi di frontiera con il Ruanda (alcune fonti parlano di circa 3.500 persone n.d.r.), altre sono andate verso Sake, che si trova circa 30 km a ovest della città”. Questo è quanto ha scritto ad Ai.Bi. Oscar, il referente di Ai.Bi. nel Paese, che segue i progetti dell’Associazione nella Repubblica Democratica del Congo. “Le conseguenze umanitari – prosegue il resoconto – includono lo sfollamento e la separazione familiare, i tagli all’acqua e l’elettricità nella parte orientale della città. La strada Rutshuru-Goma, che rifornisce la città di cibo e collega i quartieri settentrionali, dove ci sono diverse case e proprietà bruciate, è tagliata fuori e gli incidenti stradali hanno causato alcuni morti tra gli sfollati che si stavano dirigendo verso Sake”.

Secondo le drammatiche parole di Oscar, dunque, ci sarebbero anche dei morti, cosa che le autorità non hanno finora riferito.

Ai.Bi. è particolarmente coinvolta dalla situazione, perché proprio a Goma si trovano i 110 minori ospiti delle due strutture che sostiene con programmi di sostengo a distanza. Dei due centri, il Sodas, secondo quanto riportato da Oscar, non è stato colpito, mentre “per il centro della Fed, i bambini sono stati trasferiti nella parte occidentale della città. La situazione in città rimane molto preoccupante per le famiglie che si sono trasferite e per i bambini che si sono separati dalle loro famiglie”.

Nonostante la situazione appaia ora più stabile, le autorità provinciali non hanno ancora dato comunicazione ufficiale di poter tornare nelle proprie case, ma alcune famiglie che si erano rifugiate con i loro animali domestici e quello che sono riusciti a portarsi dietro presso amici, hanno già cominciato a rientrare per informarsi sulla situazione.

Aggiornamento

Dopo la fuga dalla città di Goma sembrano essere più di 150 i minori separati dalle loro famiglie e più di 170 i bambini dispersi.

Si calcola inoltre che oltre 5.000 persone abbiano attraversato il confine con il Ruanda e almeno 25.000 abbiano raggiunto Sake, a 25 km dalla città.

Con il placarsi dello scorrere della lava, parte della popolazione sta facendo ritorno alle proprie abitazioni o quel che, purtroppo ne resta, ma la situazione rimane ancora confusa.

Forti scosse di assestamento continuano a far tremare la terra e l’agenzia Ansa riporta un bilancio provvisorio di 32 vittime.  Il Nyiragongo è ritenuto dagli esperti uno dei vulcano più pericolosi al mondo.

Vista la drammaticità della situazione Ai.Bi. si è subito attivata per mandare al più presto aiuti ai bambini dei centri Sodas e Fed e alle loro famiglie. Chiunque volesse partecipare, è invitato a farlo dando il proprio contributo accedendo all’apposita pagina e con un versamento al seguente conto corrente intestato a Ai.Bi Associazione Amici dei Bambini
IBAN:
IT 40 Z 03069 09606 100000122477
c/o INTESA SAN PAOLO

Nella causale va indicato: Un aiuto per Goma

Ogni aiuto è prezioso in momenti come questi e Ai.Bi. farà di tutto per dare aggiornamenti sulla situazione e far sentire vicino, ora più che mai, il sostegno di tutti ai “nostri” bambini e le loro famiglie.

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