Primo giorno di scuola e primi problemi: dalle cattedre vuote alla mancanza del contatto fisico per i disabili

Secondo Il Sole 24 Ore mancherebbero all’appello almeno 150mila supplenti

Nella giornata di ieri è andato in scena il primo giorno di scuola in 13 regioni italiane su 21. Oltre cinque milioni di studenti sono tornati in classe dopo sei mesi di pausa. Altri 2,5 milioni torneranno in aula scaglionati: gli studenti del Friuli Venezia Giulia saranno in aula dal 16, quelli della Sardegna dal 22 e quelli delle regioni meridionali dal 24. Tra le motivazioni, oltre alle elezioni regionali, c’è anche la carenza di docenti e personale Ata. Secondo Il Sole 24 Ore mancano 150mila supplenti da nominare, 20mila Ata da incaricare e i 2mila capi segreteria da reperire.

Primo giorno di scuola e cattedre vuote: quanti docenti mancano all’appello?

Ma calcolare quanti docenti manchino all’appello, quante siano davvero le cattedre vuote, non è facile. Secondo la CISL Scuolapartendo dagli 862.623 posti in organico l’anno scorso – riporta l’ADN Kronos e aggiungendo i circa 60mila docenti che arriveranno con gli 1,7 miliardi stanziati dal Governo (sui 7 miliardi complessivi mobilitati per la scuola da gennaio), si arriva a 922.623 posti totali . Di questi 207.220 (il 22,45%) sarebbero coperti da personale precario (di cui almeno 96.180 sul sostegno). Le stime sindacali si fermano qui ma se sottraiamo le 57mila supplenze che il ministero contava di assegnare tra ieri e l’altro ieri, ecco che arriviamo comunque a 150mila supplenti, moltissimi dei quali ancora da nominare (inclusi quelli per fare fronte all’emergenza sanitaria)”.

E Maddalena Gissi, segretaria di CISL Scuola, sottolinea: “Avere tutto il personale in servizio fin dal primo giorno di scuola era una delle condizioni necessarie, la realtà purtroppo è ben diversa e i numeri ne danno una dimostrazione eloquente”.Un meccanismo simile – riporta ancora l’agenzia ADNanche se con numeri più piccoli, riguarderebbe anche il personale tecnico-amministrativo. Prendendo sempre per buone le stime della Cisl Scuola, che quantifica in 25mila gli Ata che hanno già avuto o avranno a breve un contratto a termine, resterebbero comunque da nominare i circa 20mila collaboratori scolastici e bidelli deputati a gestire l’emergenza Covid-19. Con compiti cruciali, visto che vanno dall’igienizzazione dei locali alla sorveglianza degli ingressi. E c’è poi il nodo dei capi-segreteria che non si trovano. All’appello ne mancano circa 2.200″.


Primo giorno di scuola e cattedre vuote: difficoltà anche per gli insegnanti di sostegno

Le difficoltà, tuttavia, coinvolgono anche gli insegnanti di sostegno. Che, quando a scuola ci sono, non possono, per via delle nuove norme, interagire fisicamente con i loro alunni. Un problema non da poco per i bambini e i ragazzi disabili. “Il contatto fisico nel sostegno è importantissimo – spiega al quotidiano Il Messaggero Daniela Boscolo, dirigente scolastico dell’istituto Veronese-Marconi di Chioggia e Cavarzere, e ambasciatrice del Global Teacher Prize per il sostegnosoprattutto nei momenti critici, quelli in cui l’insegnante deve calmare, rassicurare. Ma ci sono anche tanti momenti semplici, nella quotidianità, in cui il docente spesso deve poter condurre a braccio il ragazzo disabile. Ovviamente anche quest’anno potrà farlo, è il suo compito: dovrà quindi indossare sempre la mascherina e i guanti. Dobbiamo garantire la sicurezza ma anche il nostro ruolo al fianco dei ragazzi”.

Così la scuola italiana è ripartita. Ma le incertezze, invece, non si sono ancora fermate.