Repubblica Democratica del Congo. Incontri per pianificare un futuro migliore

Le prima attività del progetto portato avanti da Ai.Bi. Amici dei bambini in Congo con i fondi dell’8×1000 a gestione statale mira a stabilire i corretti criteri per individuare i beneficiari e pianificare nel migliore dei modi le attività future

Come abbiamo già avuto modo di raccontare, in Repubblica Democratica del Congo Ai.Bi. Amici dei Bambini sta portando avanti il Progetto “AKIBA-MAISHA – Risparmiare per il mio sviluppo. Associazioni di risparmio e credito per costruire una nuova cultura produttiva e alimentare”, finanziato con la quota dell’otto per mille dell’IRPEF devoluta alla diretta gestione statale.

L’unione fa la forza

La prima fase dell’intervento ha l’obiettivo di identificare e coinvolgere i vari partecipanti. A questo scopo, si è svolto un incontro a cui hanno partecipato rappresentanti delle autorità e dei leader locali, rappresentanti dei centri sanitari dei villaggi coinvolti, rappresentanti dei gruppi AVEC (Association Villageoise d’Épargne et de Crédit) e alcune “antenne locali” che supporteranno la promozione e il coinvolgimento attivo dei beneficiari, insieme agli animatori comunitari di SODAS (orfanotrofio con cui Ai.Bi. Amici dei bambini collabora da tempo) e KIMBILIO (Associazinoe locale, partner di progetto).
L’incontro ha avuto l’obiettivo di definire e mettere in atto le modalità e le strategie per l’identificazione dei beneficiari del progetto Akiba-Maisha, riflettendo sul numero dei beneficiari e sulla loro distribuzione.
Si è molto insistito sulla necessità di essere professionali nell’individuazione dei beneficiari lavorando nell’interesse di tutti ed evitando sentimenti e relazioni personali. Ricordiamo che il progetto prevede il sostegno a 33 AVEC già esistenti (Association Villageoise d’Epargne et de Crédit – piccole associazioni che funzionano come delle microfinanziarie comunitarie, in cui ciascun membro versa su base mensile una somma per creare un piccolo capitale da utilizzare per prestiti di solidarietà alla comunità) più altre 14 nuove ancora da formare: il lavoro avviato consentirà di raggiungere questi numeri.

I criteri di scelta

In questa prima fase, bisognerà effettuare la mappatura delle AVEC nei 5 villaggi in cui si svolge il progetto e individuare il lodo stato, capendo se organizzano incontri regolari e tengano correttamente i documenti. Bisognerà anche conoscere lo status sociale dei membri, assicurarsi che le donne rappresentino almeno i due terzi dei membri, verificare che le AVEC concedano prestiti e se vi siano regolari rimborsi, sincerarsi che i comitati godano di buona reputazione e abbiano una buona governance.
Si tratta di accertamenti doverosi per impostare le fasi iniziali del progetto nel migliore dei modi e poter pianificare le varie attività che si dovranno in fare in modo da ottenere i migliori risultati per tutti.