Scacciare il male dell’abbandono

pietra_news1Una nostra coppia, a cui daremo il nome di Giuseppe e Maria, sta lottando da ormai troppo tempo per dare finalmente dignità di figlia ad una bambina, Myriam: hanno ora bisogno di noi e della nostra preghiera per “scacciare” quel male che sembra, ad oggi, prevalere.

Ogni primo sabato del mese, secondo una tradizione oramai consolidata negli anni, le famiglie adottive e affidatarie della Comunità ” la Pietra Scartata” rivolgono un invito a tutte le famiglie accoglienti e a quelle che si apprestano a diventare tali, a recitare il santo Rosario per i bambini abbandonati.

Il commento al Vangelo di questo mese è incarnato in una storia vera.


 

 Scacciare il male dell’abbandono

 

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,21-29)

Gesù interrogò il padre: “Da quanto tempo gli accade questo?“. Ed egli rispose: “Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci“. Gesù gli disse: “Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede“. Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: “Credo; aiuta la mia incredulità!“. Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: “Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più“. Gridando e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: “È morto“. Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: “Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?“. Ed egli disse loro: “Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera“.

 

Commento

Giuseppe e Maria, dopo aver consegnato i documenti per l’adozione nel maggio del 2010, accolgono un primo abbinamento con Lucas un bambino di 6 anni nel 2012, dopo due anni di attesa. Partiti per conoscere Lucas, passano una settimana con lui; poi, rientrati in Italia e con i documenti pronti per l’udienza di adozione, vengono raggiunti dalla notizia che Lucas sarebbe stato reinserito all’interno della sua famiglia allargata.

Le Autorità del Paese di origine di Lucas assicurano a Giuseppe e Maria un pronto nuovo abbinamento che si concretizza nel settembre del 2012: incontreranno così Myriam, una bambina di 3 anni e mezzo.

I coniugi partono per incontrare e conoscere Myriam nell’ottobre del 2012; trascorrono con Myriam un’intera settimana. L’Autorità che ha deciso l’abbinamento rassicura sulle buone prospettive della riuscita dell’udienza di adozione: la bambina non ha parenti ed è già stata più volte rifiutata nel percorso delle adozioni nazionali.

Maria e Giuseppe preparano dunque anche questa volta i documenti per l’udienza di adozione di Myriam (altri documenti, complessi da ottenere) che viene programmata per il 14 Febbraio 2013, ma in occasione di questa udienza si presenta anche uno zio della bambina, da poco trasferito in quella Regione, raggiunto e convocato dalle Autorità locali. Alcune recenti disposizioni locali prevedono per le coppie adottive o affidatarie locali, sussidi più alti di quelli previsti negli anni precedenti. Lo zio che vive di espedienti occasionali, con uno stipendio bassissimo, alcolizzato, padre di tre figli e con un’abitazione assolutamente già inadeguata per la propria famiglia, per dimensioni e pulizia, in tale occasione esprime le sue intenzioni di prendere in affido la nipote, pur non avendo sino ad allora mai dimostrato sensibilità e interesse verso di lei, lasciata infatti sola in Istituto.

Giuseppe e Maria si recano cinque volte nel Paese per quattro diverse udienze, in attesa di esito positivo del percorso adottivo di Myriam. Anche l’udienza del 23 Marzo u.s. si conclude con un nulla di fatto: la seduta viene rinviata al 14 Maggio 2013 per permettere allo zio di frequentare dei corsi per l’adozione e l’affido di minori. Il 14 Maggio Giuseppe e Maria ritornano in aula, lo zio viene dichiarato non idoneo all’adozione o all’affido di Myriam (poiché durante la frequenza dei corsi di preparazione viene giudicato troppo aggressivo), ma l’udienza si conclude in modo negativo anche per i due coniugi, poiché il Pubblico Ministero dichiara contestualmente che non risultano esperiti tutti gli sforzi necessari per inserire Myriam all’interno di una famiglia adottiva nazionale o reinserita al’interno della sua famiglia allargata. Myriam resta così in Istituto, ancora una volta sola, mentre Maria con Giuseppe devono rientrare in Italia.

Giuseppe e Maria non si sono ancora arresi: ora stanno preparando un ricorso … .

 

Preghiamo:

Nel 1° mistero

Troppi aspiranti genitori adottivi si ritrovano a vivere il cammino della propria accoglienza come fosse un estenuante conflitto, preghiamo affinché tutte le coppie in difficoltà non perdano la speranza, restando saldi nella sola Verità che rende liberi.

 

Nel 2° mistero

Preghiamo per i funzionari, i giudici e le autorità chiamate al delicato compito di proteggere e tutelare l’infanzia abbandonata, preghiamo affinché Gesù abbandonato tocchi il cuore dei giudici che devono decidere sulla sorte di Myriam, Giuseppe e Maria.

 

Nel 3° mistero

Preghiamo per tutti i bambini orfani o abbandonati in Istituto affinché non perdano mai la speranza di essere di nuovo accolti e abbracciati da un papà e una mamma.

 

Nel 4° mistero

Preghiamo per tutte le famiglie adottive, per i genitori e per i figli, affinché sappiano essere sempre in comunione, attenti e solidali nella speranza con quanti vivono ancora oggi le difficoltà dell’attesa e del cammino dell’accoglienza.

 

Nel 5° mistero

Preghiamo per Myriam, Maria e Giuseppe affinché possano al più presto e finalmente riunirsi e vivere per sempre nell’amore del Padre.