Se non è possibile l’adozione, come posso aiutare un bambino siriano?

Buonasera Ai.Bi.

Da mesi le drammatiche vicende della guerra in Siria sono salite alla ribalta per le implicazioni internazionali di questo conflitto. Credo che ci si stia rendendo conto, finalmente, che le conseguenze più gravi di questa tragedia sono a discapito della popolazione civile e in particolare dei bambini. Ho la sensazione, però, che si faccia un gran parlare di questo problema, che tutti lancino appelli per aiutare il prossimo, ma poi ben poco di concreto emerge.

Vengo alla mia richiesta. Credo di conoscere la realtà della paternità abbastanza bene: ho una splendida famiglia, una figlia di quasi 3 anni e un’altra bambina che arriverà entro la fine di quest’anno.

In accordo con mia moglie, vorrei adottare un bambino siriano, portarlo via dall’inferno in cui rischia di morire ogni giorno. Sono un imprenditore, ho una casa adeguata ad accoglierlo e un reddito che lo permette e penso di non essere un cattivo padre: diciamo che ho tutte le carte in regola. Se il vostro scopo è quello di dare una famiglia serena a ogni bambino, spero che mi possiate aiutare dandomi indicazioni su quali procedure seguire. Nel caso ci fossero delle concrete possibilità, io sarei a disposizione.

Grazie per l’attenzione,


Alessio

MACCHINA-DA-SCRIVERE11Buongiorno Alessio,

la questione è particolarmente complessa, ma le possiamo comunque offrire la possibilità di aiutare i bambini siriani che affrontano ogni giorno il dramma della guerra.

È da precisare innanzitutto che, per adottare un bambino straniero, non è sufficiente ritenere di “avere le carte in regola”. E’ necessario che la coppia di aspiranti genitori presenti una domanda di adozione internazionale al Tribunale per i Minorenni e seguire tutto l’iter per ottenere il decreto di idoneità. Solo allora potrà avviare, tramite un ente autorizzato, le procedure per l’adozione. Ente che deve ovviamente essere accreditato a operare nel Paese prescelto. Attualmente nessuno degli Enti italiani è autorizzato per operare in Siria (qui è accessibile l’albo degli Enti: http://www.commissioneadozioni.it/it/gli-attori-istituzionali/gli-enti-autorizzati/ricerca-ente-autorizzato.aspx)

Questo in generale, ma per quanto riguarda i bambini siriani la situazione è particolarmente articolata. È vero che, a causa della guerra, molti minori siriani sono rimasti orfani. Ma questo non comporta automaticamente che si trovino in stato di abbandono. Potrebbero avere dei parenti più o meno prossimi che si prendono cura di loro. È importante ricordare, infatti, che, per essere adottabile, un minore deve trovarsi in dichiarato stato di abbandono.

È vero anche che milioni di siriani sono fuggiti dal proprio Paese. Tra i minori, però, sembrano essere relativamente pochi quelli approdati in Italia da soli. I siriani, infatti, tendenzialmente lasciano il proprio Paese cercando di mantenere uniti i nuclei familiari. E non è detto che gli eventuali minori siriani giunti in Italia non accompagnati siano effettivamente in stato di abbandono: potrebbero avere ancora dei parenti in Siria, o in Italia stessa o in altri Paesi europei, ai quali un giorno potrebbero ricongiungersi. A tal proposito, il mio consiglio è di rivolgersi ai Servizi Sociali del proprio territorio, dando la disponibilità all’accoglienza in adozione di un minore siriano per poter così iniziare l’iter di eventuale adozione nazionale. Una forma di accoglienza per la quale, a differenza di quella internazionale, non è necessario ottenere un decreto di idoneità, ma è sufficiente presentare la propria disponibilità. In alternativa, potreste offrire la vostra disponibilità all’affido familiare. Con la sua campagna Bambini in Alto Mare, Ai.Bi. promuove da anni l’affido dei minori stranieri non accompagnati. Ma, a tutt’oggi, in Italia non c’è ancora una legge che regolamenti questa forma di accoglienza.

Nell’immediato, però, le posso consigliare un’altra modalità di supporto per i bambini siriani: una donazione o un sostegno a distanza a favore della campagna Non lasciamoli soli di Ai.Bi. in Siria. In tal modo, potrà contribuire agli interventi di prima e seconda emergenza che Ai.Bi. porta avanti nelle aree di Aleppo, Idlib, Homs e Rural Damasco e finalizzate al sostegno alimentare e alla protezione dei minori. In Siria, infatti, almeno 13milioni di persone sono in stato di necessità: di queste quasi 8 milioni sono sfollati interni, di cui circa la metà è costituita da bambini.

 

Ufficio Stampa di Ai.Bi.