Siria. La corsa tra le macerie e il pianto disperato di una bambina: “Mamma dove sei?”

syria1Una bambina che corre tra le macerie chiamando tra le lacrime “mamma”.  Dietro, davanti e tutto attorno a lei, solo distruzione e gente che scappa. C’è appena stata un’esplosione, l’ennesima da quando la guerra civile dilania la Siria e di scene come queste se ne vivono ogni giorno. Lei, piccola, di appena pochi anni non sa cosa sia successo: è terrorizzata e soprattutto senza la sua mamma. Corre finché viene presa in braccio da un paramedico che la mette in salvo dentro un furgoncino:  solo dopo pochi minuti arriva un altro bambino, probabilmente il fratellino più grande. Anche lui invoca tra le lacrime la sua mamma. Anche lui viene messo in salvo in auto. Entrambi senza la loro mamma.

A raccontare in tutta la sua crudezza e verità, il video postato su Facebook dalla Protezione civile con l’ Osservatorio siriano per i diritti umani all’indomani di bombardamenti a Douma e Ghouta orientale.

Bambini a cui è stata negata un’infanzia spensierata, bambini orfani, bambini a cui viene strappato l’amore di una madre, bambini che non hanno la libertà di giocare in luoghi sicuri.  Da quando è iniziata la guerra in Siria, sono più di 8 milioni i bambini che vivono all’interno di un Paese ormai devastato dal conflitto oppure come rifugiati sia in Siria che nelle zone limitrofe.  I piccoli sfollati all’interno della Siria sono oltre 3 milioni, mentre altri 2,2 milioni hanno cercato rifugio in Turchia, Libano, Giordania ed Egitto.


La guerra in Siria ha fatto sino a oggi migliaia di vittime e costretto oltre 3 milioni di bambini a fuggire, da soli o con i familiari sopravvissuti. I bombardamenti sono quasi quotidiani. Fare una passeggiata, andare al mercato, a scuola, all’asilo, giocare all’aperto è diventato pericoloso. Anche restare a casa, in molte zone, è rischioso.

Per questo Ai.Bi  con “Io non voglio andare via” nell’ambito del campagna “Bambini in Alto Mare”, da oltre un anno è in Siria per lavorare fianco a fianco con l’Associazione Syrian Children Relief nella provincia di Idlib: per proteggere bambini e famiglie e il loro desiderio di restare nella terra che amano, proprio per questo abbiamo lanciato il progetto “Io non voglio andare via!”

In questi anni Ai.Bi. ha realizzato una ludoteca sotterranea per dare ai più piccoli gioia e serenità. A Binnish abbiamo allestito una ludoteca sotterranea per 200 bambini, che dà loro la libertà di giocare e stare insieme, mentre fuori la guerra continua. L’ambiente è allegro e luminoso, con alberi, fiori, nuvole e sole dipinti sulle pareti, per accogliere al meglio i piccoli siriani. È un terreno protetto di gioco, ma anche uno spazio dove i bambini e le bambine possono rielaborare i traumi e lo stress grazie all’aiuto di uno psicologo, che li segue ad uno ad uno e in gruppo. Una sartoria fa riprendere alle mamme il filo della loro vita. Sempre a Binnish, in uno spazio accanto alla ludoteca sotterranea abbiamo allestito un laboratorio di sartoria. Qui 40 mamme possono cucire abiti, fra cui i grembiulini per i bambini della ludoteca, e tessere maglioni e coperte per le loro famiglie, mentre i figli giocano protetti poco più in là. Un forno e il profumo del pane fanno sentire il calore del nostro sostegno. Abbiamo riattivato un forno in cui sono preparate quasi 4 tonnellate quotidiane di pane, alimento da sempre fondamentale in Siria e oggi più che mai. Ogni giorno diamo pagnotte calde e profumate a oltre 3000 persone. Grazie a diversi punti di distribuzione, riusciamo a raggiungere anche le famiglie che abitano nelle zone più vulnerabili, dove molti forni sono stati chiusi e distrutti dalla guerra.

E ora  ad aggravare ulteriormente la lotta per la sopravvivenza di tante famiglie potrebbero arrivare anche tempeste e forti nevicate, non rare in questa regione del Medio Oriente.

Il calore di una casa è uno dei diritti a cui i bambini siriani non possono rinunciare. Per questo uno degli obiettivi del progetto di Sostegno a Distanza Io non voglio andare via, portato avanti da Amici dei Bambini nell’ambito del campagna Bambini in Alto Mare, è proprio quello di fornire carburante per il riscaldamento. Questo, insieme ai diritti al gioco, alla salute, alla scuola e al cibo, costituisce uno dei 5 pilastri fondamentali dell’intervento di Ai.Bi. in Siria, nato con l’obiettivo di permettere ai bambini della regione settentrionale di Idlib di continuare a sentirsi a casa nel proprio Paese. Ma molto altro resta ancora da fare: per questo è necessario il contributo di tutti, attraverso un piccolo grande gesto chiamato Sostegno a Distanza.

 

Fonte: http://metro.co.uk/