Il Vicepresidente della CAI Vincenzo Starita durante l'Assemblea Enti autorizzati, in cui ha parlato anche dell'avvicinarsi di una Adozione Internazionale gratuita

Vincenzo Starita: “La strada verso la gratuità dell’Adozione Internazionale è aperta”

In una lunga intervista ad Avvenire, il vicepresidente della CAI traccia un quadro della situazione in Italia, in particolare per quanto riguarda la gratuità, tema su cui anche la Ministra Roccella si è più volte espressa favorevolmente

All’indomani dell’Assemblea degli Enti Autorizzati tenutasi a Roma, il Vicepresidente della Commissione per le Adozioni Internazionali, Vincenzo Starita, ha rilasciato una lunga e interessante intervista al quotidiano Avvenire, illustrando la situazione dell’Adozione Internazionale in Italia, il grande lavoro svolto durante il suo mandato (che scadrà in maniera definitiva a giugno), e provando a dare un’indicazione di quello che sarà il futuro di un istituto che in Italia, nonostante l’evidente calo rispetto a 10–15 anni fa, registra numeri comunque ben al di sopra di quelli di altri Paesi europei.
Avvenire sottolinea come nel 2025 le adozioni Internazionali, in Italia, siano state 527, contro, per esempio, le 70 della Francia, le 48 della Svezia e le 103 della Spagna.

Verso un’Adozione Internazionale gratuita

Starita, in particolare, si è soffermato sulla prospettiva di un’adozione sempre più vicina alla gratuità: una volontà, questa, pienamente condivisa con la Ministra Roccella, che della CAI è la Presidente, e che vede in prima linea anche Ai.Bi. Amici dei Bambini, da tempo sostenitrice della necessità (e della ragionevolezza) di un’Adozione Internazionale che non gravi economicamente sulle famiglie che aprono le loro braccia e il loro cuore all’accoglienza di bambine e bambini abbandonati.
Starita, senza voler “anticipare decisioni che spettano ad altri magistrati” ha riferito ad Avvenire come “il decreto relativo al biennio 2025-2026 prevede un contributo molto significativo. Le coppie che concluderanno un’adozione di un minore con bisogni speciali in questo periodo potranno ottenere un rimborso fino a 20.000 euro”. L’obiettivo finale, come detto, è arrivare progressivamente a una Adozione Internazionale gratuita.

Le proposte dei tavoli tematici degli Enti

Nel corso dell’intervista il Vicepresidente della CAI ha sottolineato il grande lavoro svolto dalla commissione, insieme agli Enti Autorizzati, che ha portato alla presentazione di un manifesto programmatico presentato alla Ministra. Questo manifesto è uscito dai lavori di quattro tavoli tematici portati avanti negli ultimi mesi. Il primo è stato dedicato alla cooperazione internazionale, sottolineando come sia dal 2020 che la Commissione finanzi progetti di protezione dell’infanzia proposti dagli enti, sviluppando un modello che non c’è in altri Paesi, in cui gli enti che si occupano di Adozione portano avanti anche progetti di Cooperazione nei Paesi in cui operano.
Il secondo tavolo è stato dedicato agli special needs, quei bambini con “bisogni speciali” (ovvero ciò che rende più complicato trovare loro una famiglia, come per esempio una malattia, l’età avanzata, il far parte di fratrie numerose…) che nel 2025 hanno rappresentato il 70% dei minori adottati.
Il terzo tavolo è stato quello dedicato in maniera specifica ai costi, mentre il quarto ha lavorato sulle prospettive di riforma del sistema.
In questo senso, una direzione su cui lavorare è stata individuata nella riduzione degli Enti Autorizzati, che in Italia sono 43, un dato decisamente superiore a quello della altre nazioni europee. “Ridurre ulteriormente questo numero – ha detto Starita – potrebbe migliorare l’efficienza del sistema e facilitare le attività di vigilanza”.

I single e le criticità con i Paesi d’origine

Inevitabile, nel corso dell’intervista, anche una domanda sulla questione dell’adozione da parte dei single che, come noto, è stata riconosciuta possibile da una sentenza della Corte costituzionale. Starita ha detto di aver “firmato il primo provvedimento di abbinamento tra una persona singola italiana e una minore in India”, ma che tanto lavoro rimane ancora da fare (anche per chiarire la possibilità di adozione anche per quanto riguarda le unioni civili). Le principali criticità permangono, comunque, nei rapporti con i Paesi d’origine: “In particolare diverse realtà dell’America Latina mostrano resistenze ad accogliere dossier di persone singole, soprattutto quando esistono convivenze stabili non formalizzate”.

Il futuro dell’Adozione Internazionale

Il quadro tracciato da Starita è comunque positivo: nonostante qualche inevitabile rimpianto per “non essere riuscito ad aprire nuovi canali di adozione con altri Paesi” nel corso del suo mandato, per con il grande lavoro per stipulare accordi bilaterali, e nonostante un quadro generale che rimane complicato, dopo il rallentamento delle procedure a causa della pandemia e le scelte “politiche o ideologiche” di alcuni Paesi che hanno “chiuso alle adozioni internazionali per ragioni di immagine”, le prospettive rimangono positive.
Anche durante l’Assemblea, ha riportato Starita: “Il leitmotiv degli interventi è stato quello della speranza: la convinzione che l’adozione internazionale abbia ancora un futuro… L’Italia resta un Paese molto attivo… grazie alla generosità delle coppie italiane, che continuano a manifestare una disponibilità straordinaria verso l’infanzia abbandonata”.
Fare previsioni, certo, è difficile, specie “in un contesto internazionale così instabile”, tuttavia, l’invito è di guardare non solo al numero, ma alla “qualità delle adozioni. In questo senso – afferma il vicepresidente della CAI – il nostro Paese sta migliorando. C’è una crescente attenzione nella preparazione delle coppie e nell’accompagnamento postadottivo. La maggioranza delle adozioni che realizziamo oggi sono buone adozioni, e questo è merito dell’impegno delle famiglie italiane e degli operatori che lavorano nel settore, a cui andrebbe sempre detto grazie. La verità è che gli italiani sono predisposti culturalmente a una sensibilità rispetto all’infanzia abbandonata”.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”. Dona per il Fondo Accoglienza Bambini Abbandonati