Tagliare gli enti autorizzati: la strada indicata dalle famiglie

sceltaLe famiglie hanno indicato la strada da seguire per migliorare il sistema dell’accoglienza familiare e districarsi nel ginepraio di enti che operano nel campo delle adozioni internazionali: ridurre il numero degli enti autorizzati.

E’ questo l’inatteso risultato del sondaggio pubblicato sul sito di AiBi il 9 dicembre 2009, in cui il 72% dei votanti si è detto favorevole alla proposta di ridurre il numero degli enti autorizzati.

Ad oggi sono 73 sul nostro territorio gli enti autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), contro i 10 della maggior parte dei Paesi europei. Stando ai risultati ottenuti dal sondaggio, é evidente che nell’immaginario delle famiglie il binomio “numero degli enti – qualità del servizio” sia del tutto saltato. L’idea di avere un’ampia possibilità di scelta tra molti enti a quanto pare non viene considerato un vantaggio, ma è piuttosto considerata fonte di disorientamento e confusione.


E’ arrivato quindi il momento di razionalizzare il sistema degli enti, anche alla luce della linea politica tracciata dal Board della Conferenza di diritto privato de l’Aja: limitare il numero degli organismi autorizzati ad operare nei singoli Paesi di origine dei minori. Ciò significa che saranno sempre meno gli enti autorizzati che potranno operare nei Paesi di origine dei minori. L’attuale regolamento della Commissioni per le adozioni internazionali (CAI) indica già la riduzione del numero degli enti come strumento per rendere più efficace il sistema.

Due le alternative che si potrebbero prospettare per adeguarsi al nuovo sistema adozioni. Accorpare gli enti in base ad affinità progettuali e operative o tagliarne il numero.