Repubblica Democratica del Congo. Partorire è diventato ancora più difficile

Senza assistenza gratuita, sempre più donne partoriscono fuori dagli ospedali. Diventa ancor più fondamentale la presenza del medico garantita dai progetti di Ai.Bi.

In Repubblica Democratica del Congo partorire era già un’esperienza complessa e pericolosa per la salute di donne e bambini, oggi lo è ancora di più.

L’accesso gratuito alle cure mediche

A partire dallo scorso giugno, infatti, il governo ha sospeso un programma sperimentale che, per circa due anni, aveva garantito l’accesso gratuito alle cure mediche alle donne in gravidanza e nei 28 giorni successivi al parto. La decisione, riportata da vari media internazionali tra cui Associated Press, non è stata accompagnata da spiegazioni ufficiali, ma le conseguenze sono evidenti, soprattutto nelle aree più povere e colpite dal conflitto.

I costi di un parto

Il sistema sanitario congolese non è gratuito: un parto senza complicazioni può costare tra i 5 e i 10 euro, mentre un cesareo può arrivare a quasi 200 euro, a cui si aggiungono visite, esami e cure per il neonato. Costi insostenibili in un paese dove, nel 2024, oltre il 73 per cento della popolazione viveva con meno di 2 euro al giorno e solo il 3 per cento aveva un’assicurazione sanitaria. La sospensione del programma ha spinto molte donne a partorire fuori dagli ospedali, spesso senza assistenza qualificata.
Il risultato è un tasso di mortalità materna tra i più alti al mondo: 427 morti ogni 100mila nati vivi (dati 2023). Un numero enorme se confrontato con l’Italia (circa 8) o con il vicino Ruanda (229). A incidere sono anche fattori sociali: molte donne, soprattutto giovani, non hanno accesso ai contraccettivi né il pieno controllo della propria salute riproduttiva. Più del 10 per cento delle madri ha tra i 15 e i 19 anni, e la diffusione di violenze sessuali aggrava ulteriormente la situazione.
Secondo Franck Ndachetere Kandonyi, infermiera dell’Afia Himbi Health Center sul lago Kivu, grazie alla gratuità i parti erano passati da cinque a oltre 20 al mese; dopo la sospensione sono scesi a nove. Nell’est del paese, dove operano gruppi armati come l’M23, il programma non è mai stato pienamente efficace.

Il commento di Alessandro Solagna, cooperante di Ai.Bi.

“C’è stato un tentativo di avviare la gratuità, almeno per il parto: credo che alcune cliniche a Kinshasa, per un certo periodo, abbiano offerto il servizio a carico dello Stato, ma nell’est del Paese non è mai stato effettivamente applicato.
Tutto questo rende ancor più evidente l’importanza di progetti come quello di Adozione a Distanza o di Cooperazione Internazionale “Dal Nostro Cuore a quello dell’Africa”, finanziato dalla Regione Puglia, che prevedono la presenza di un medico negli orfanotrofi FED e Sodas con i quali Ai.Bi. collabora. Questi, oltre a seguire i casi dei bambini ammalati, si occupa dell’igiene, della cura delle piccole farmacie dei centri e svolge un ruolo di formatore, con continue attività di sensibilizzazione e formazione rivolte ai volontari degli orfanotrofi e le famiglie.
L’importanza di questo intervento sta nel fatto che chi non ha i soldi per pagare cure, medicine e altri servizi sanitari non ha accesso ad alcuna forma di assistenza. Molti, come unica alternativa, si rivolgono ai cosiddetti curatori tradizionali, che utilizzano rimedi a base di erbe, intrugli e riti di dubbia efficacia, con risultati che spesso aggravano le malattie esistenti. In altri casi fanno credere di poter curare le persone, che così non solo non guariscono, ma perdono anche i pochi soldi a disposizione, interamente assorbiti dal curatore tradizionale. Purtroppo ho conosciuto casi simili, con esiti molto tristi.”

Il tuo aiuto per i bambini della Repubblica Democratica del Congo

C’è un modo per aiutare Amici dei Bambini a garantire le risorse necessarie per sopravvivere e per poter sperare in un futuro differente alle bambine e i bambini abbandonati degli orfanotrofi FED e SODAS: dare un contributo alla campagna di Emergenza Congo, perché ora più che mai i bambini di Goma hanno bisogno di tutti noi.

E ricorda: tutte le donazioni ad Ai.Bi. godono delle seguenti agevolazioni fiscali.