Adozione Internazionale ai single. Molto pochi i decreti di idoneità rilasciati

A un anno dall’ok della Consulta all’Adozione Internazionale ai single qualcosa è cambiato e molti single si sono iscritti ai corsi formativi e informativi. Ma i decreti d’idoneità rilasciati sono ancora molto pochi e territorialmente delimitati. Un’analisi

È passato ormai un anno da quella storica sentenza della corte costituzionale che dava idealmente il “via libera” all’adozione internazionale anche per i single. Ma in questo tempo, la domanda che all’indomani del provvedimento Ai.Bi. Amici dei Bambini si era posta, rimane tutto sommato senza una risposta precisa. È questa, si chiedeva: “la svolta, tanto attesa, per rilanciare l’adozione internazionale?”.

Solo 12 decreti d’idoneità rilasciati a single

Stando all’indagine compiuta da Vita, infatti, a un anno di distanza sono solo 4 “le persone singole che hanno avviato una procedura di adozione internazionale”. Se ci si ferma a un passo prima dell’ “Avvio”, si sale a 12 persone a cui un Tribunale dei Minorenni italiano ha rilasciato il decreto di idoneità. Per correttezza, va detto che all’inchiesta di Vita mancano i dati di 4 tribunali su 29, che ancora non hanno risposto, e che la domanda è stata rivolta ai tribunali da parte di Vita all’inizio di gennaio (e, dunque, nel frattempo qualche dato potrebbe essere cambiato) ma verosimilmente i numeri sono questi.
Anche perché, dei 12 decreti, 9 sono stati rilasciati dal Tribunale per i minorenni di Napoli, due da quello di Firenze e uno da quello di Lecce. Da tutti gli altri, al momento non risultano decreti d’idoneità rilasciati ai single.

L’interesse dei single verso l’adozione c’è

Continuando in questo viaggio a ritroso, le domande di valutazione dell’idoneità presentate dai single ai vari tribunali sono 195. E sebbene non ci siano dati ufficiali, sicuramente è ancora maggiore il numero dei single che hanno iniziato a interessarsi all’argomento adozione, senza che questo loro interesse sia stato ancora registrato in maniera ufficiale se non nei database dei vari enti che organizzano corsi informativi e formativi. Solo per quanto riguarda Ai.Bi., per esempio, ai primi webinar informativi proposti dopo la sentenza hanno partecipato 139 single, 30 dei quali hanno poi proseguito il percorso formativo di Ai.Bi. Amici dei Bambini.

Occorre ancora tempo

Vero è che un anno è un lasso di tempo piuttosto breve per poter fare delle analisi, specie in un campo nel quale sappiamo che i tempi sono, purtroppo, parecchio lunghi. Come spiega a Vita il presidente dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia Claudio Cottatellucci: “C’è stata la necessitò di riconcepire il nostro lavoro e questo può aver consigliato di darsi tempi un po’ più lunghi per sperimentare le nuove prassi. E anche da parte delle stesse persone interessate immagino si sia ancora in una fase di orientamento”.

Cosa significa “single”?

Una verità che pare ormai delinearsi con chiarezza è che la definizione di “single” è molto generica e comprende una miriade di possibili, differenti situazioni. In molti casi, la persona è sola, nel senso di non avere legami affettivi, in altri questi legami ci sono e vanno avanti da anni, così la parola “single” vale più sulla carta che nella realtà e, in mancanza di indicazioni chiare, Servizi Sociali e Tribunali agiscono in maniera indipendente e scollegata tra loro.
Difficile, però, non essere d’accordo con Vita quando sottolinea come, in definitiva, non ci sia stata alcune “corsa” alle “adozioni internazionali da parte dei single e una certa ‘prudenza’ da parte dei Tribunali.

I Paesi d’origine

A queste considerazioni, bisogna aggiungere un’altra questione fondamentale, ovvero che il “lato italiano” non è che una faccia della questione, perché l’Adozione Internazionale, per definizione, prevede il coinvolgimento del Paese d’origine dei minori e deve dunque fare i conti con le sue legislazioni, i suoi permessi e i suoi divieti. Su AibiNews avevamo tracciato un quadro della situazione in questo articolo.
La questione, dunque, rimane sicuramente molto complessa e, come detto, un anno di tempo è sicuramente un tempo troppo breve per poter emettere sentenze definitive.
L’unica certezza è che sicuramente c’è ancora tanto lavoro da fare, tante linee guida da dettare e tante novità per cui essere pronti. Senza mai dimenticare il fare che guida ogni adozione: cercare di restituire a ogni bambina e ogni bambino del mondo il suo diritto di essere figlio.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.