Educare il Domani. Lo sportello psicologico dei “Pan di Zucchero” di Ai.Bi.

Amici dei Bambini ha attivato un servizio di sostegno psicologico gratuito aperto alle coppie, i single e, soprattutto, i giovani figli adottivi: un percorso di consulenza specialistica e professionale che sta dando grandi frutti

Da tre anni, nelle sedi di Bolzano e Cagliari di Ai.Bi. Amici dei Bambini è attivo il progetto Sportello adozioni. Possono accedervi coppie, single, figli adottivi che necessitano di consulenza, sostegno e percorsi terapeutici psicologici. L’idea è nata dall’aver constatato come chi ha vissuto da vicino le gioie e le difficoltà di un’adozione, spesso possa sentire l’esigenza di aver accesso in modo rapido e diretto a un incontro con una psicologa competente e specialista di queste dinamiche.
Tra le persone che hanno più di frequente usufruito di questi sportelli ci sono sicuramente adolescenti e giovani adulti accomunati da fragilità legate alla propria storia personale, al percorso adottivo o a difficoltà relazionali e scolastiche.

Un aiuto a portata di mano

Tra le persone che si sono rivolte allo sportello, per esempio, c’è stato un giovane universitario in un periodo di depressione che rischiava di compromettere il completamento degli studi. Attraverso un percorso psicologico strutturato, con obiettivi graduali e un lavoro approfondito sulla propria storia precedente all’adozione, è riuscito a concludere gli esami, rivedere il tema della tesi in modo più funzionale al suo benessere e laurearsi!
Oggi il supporto prosegue con incontri più diradati, mentre il ragazzo ha avviato un’esperienza lavorativa e un percorso verso l’autonomia.
Un altro giovane adulto ha manifestato il bisogno di conoscere le proprie origini e comprendere le ragioni dell’abbandono. È stato accompagnato, insieme alla famiglia adottiva, in un percorso di preparazione emotiva al viaggio nel Paese d’origine, dove ha svolto un’esperienza di volontariato nell’istituto che lo aveva accolto da bambino. Pur non avendo ottenuto tutte le risposte desiderate, ha potuto rielaborare parte della propria storia. Al rientro, ha proseguito i colloqui psicologici e ha avviato una vita lavorativa e affettiva stabile.

Promuovere un’educazione consapevole

In altri casi, a rivolgersi allo sportello psicologico sono stati degli adolescenti vittime di episodi di bullismo o discriminazione a scuola. Con loro si è lavorato sia sul rafforzamento dell’autostima e dell’identità personale, sia in collaborazione con gli istituti scolastici per sensibilizzare docenti e classi e promuovere modalità educative più inclusive e consapevoli.
In un’altra situazione ancora, un ragazzo segnalato per comportamenti oppositivi verso gli insegnanti ha potuto esprimere una crisi più profonda, legata al tema dell’abbandono e alla ricerca di significato rispetto alla propria storia. Di conseguenza è stato predisposto un percorso terapeutico orientato alla comprensione delle sue origini e del contesto sociale in cui esse si collocano.

Uno sguardo allargato verso le famiglie

In altri casi, l’intervento non si limita a lavorare sulla persona che si rivolge allo sportello psicologico, ma si allarga anche alla sua cerchia familiare. È successo, per esempio, nel caso di un ragazzo con difficoltà cognitive emerse con maggiore chiarezza al termine del percorso scolastico, con una diagnosi tardiva collegata a problematiche prenatali. In questo caso è stato avviato un sostegno sia individuale sia familiare, lavorando sulla gestione della rabbia verso la madre biologica, sul rafforzamento delle competenze residue e sulla costruzione di una rete integrata con i servizi specialistici.
Infine, una giovane adulta in forte ritiro sociale, con marcata chiusura relazionale e dipendenza esclusiva dalle interazioni virtuali, è stata presa in carico in collaborazione con i servizi territoriali. Dopo un iniziale lavoro con i genitori, è stato avviato un percorso graduale di aggancio psicologico, prima online e poi in presenza, volto a ricostruire fiducia nelle relazioni e riattivare un contatto con il mondo esterno.

Il progetto Educare il Domani

Questi sono solo alcuni esempi dei tanti interventi eseguiti e che sono tuttora in corso, sempre caratterizzati, nel loro complesso, da un approccio integrato che coinvolge l’intera famiglia, la scuola e i servizi territoriali, con l’obiettivo di sostenere l’elaborazione della storia personale, il rafforzamento dell’identità e la progressiva autonomia dei giovani seguiti.
Anche questi sportelli sono possibili grazie al sostegno del progetto “Educare il Domani”, nato per contrastare la povertà educativa, l’esclusione sociale e l’indigenza sostenendo le comunità educative per adolescenti e i centri di aiuto alla famiglia “Pan di Zucchero”, ideati da Ai.Bi. oltre 10 anni fa per essere vicina ai bisogni di bambini, ragazzi e famiglie sul territorio.
Per sostenere il progetto Educare il Domani clicca QUI.