Lasciti solidali. È possibile esprimere delle specifiche finalità che vanno rispettate?

Ogni lascito solidale è inscindibilmente legato alla volontà del testatore. Conoscere bene l’ente designato come beneficiario aiuta a capire se le finalità espresse siano in linea con i fini statuari e siano realizzabili

Come ripetuto ogni volta che ce n’è stata occasione, un lascito è un atto di disposizione del proprio patrimonio ed è legato inscindibilmente alla volontà del testatore. Tanti lettori ci hanno scritto, e ancora ci scrivono, chiedendo nello specifico, quali siano le certezze che, se il lascito viene fatto per un progetto specifico, l’ente lo utilizzi veramente a tal scopo e non destinandolo ad altre finalità.

Esprimere chiaramente le finalità

Innanzitutto, la prima cosa da sottolineare è la necessità che la volontà del testatore sia espressa in modo chiaro e inequivocabile nell’atto dispositivo.
Per farlo, abbiamo sempre consigliato di rivolgersi a un notaio o un avvocato per la redazione dell’atto (testamento o donazione), poiché non solo la forma è essenziale, ma, proprio in virtù dell’individuazione precisa della destinazione, anche la sostanza.
Se il donante vuole che la propria quota di eredità venga utilizzata per un determinato fine o per una determinata attività, deve indicarlo nell’atto, così facendo vincola l’ente beneficiario all’utilizzo richiesto.
Al contrario se l’atto non esprime una volontà specifica nella finalità o nelle modalità di utilizzo del bene donato, l’ente è libero di utilizzarlo, sempre secondo i propri fini statutari, ma nelle modalità dall’ente stesso definite.

Conoscere l’ente

Occorre però precisare che l’utilizzo richiesto e le modalità indicate devono essere realizzabili per l’ente, in caso contrario si avrebbe una nullità dell’atto.
Quanto detto è la conseguenza della rigida disciplina legislativa, anche se Ai.Bi. ha sempre realizzato completamente le volontà dei propri testatori attraverso un rapporto diretto.
Il consiglio ulteriore che diamo sempre è proprio quello di consultare l’ente che sarà designato beneficiario per condividere le proprie volontà. Ciò è utile anche per comprendere se le stesse volontà siano compatibili con i fini istituzionali e se siano realizzabili.
La correttezza e il rispetto dei nostri donatori e beneficiari è un obbligo morale inscindibile: è accaduto in alcune situazioni che, proprio attraverso il rapporto diretto con il testatore, sia stata condivisa una metodologia e una finalità nell’utilizzo della liberalità, ulteriormente fattiva e utile per i beneficiari.
Facciamo un esempio per chiarire meglio: un lascito per un singolo minore è difficilmente realizzabile, al contrario, un lascito su un progetto di sostegno a più minori o per un’attività rivolta a più minori (istruzione o assistenza sanitaria) è più concretizzabile, oltreché anche fruibile da un numero maggiore di soggetti.

Domande e informazioni sui lasciti solidali

Per ulteriori informazioni sui lasciti è possibile consultare la pagina dedicata del sito di Ai.Bi., scrivere alla mail lasciti@aibi.it chiamare il numero 02.98822332.