Lasciti solidali. È possibile destinare tutto il patrimonio disponibile a un erede che ha già ricevuto la sua quota legittima?

Ogni eredità prevede una parte di “legittima” che deve essere suddivisa per legge tra i parenti più prossimi. La parte rimanente può essere destinata a un unico erede? Anche se è già un erede legittimo? Le rispostedell’esperto

Negli articoli pubblicati regolarmente su AiBiNews abbiamo più volte sottolineato come qualsiasi decisione riguardanti lasciti solidali e testamenti non possa in ogni caso ledere la cosiddetta quota di legittima, ovvero quella parte di patrimonio che è riservata, per legge, ai parenti più prossimi.
Un attento lettore ci ha contattato domandando se la quota che è nella disponibilità del testatore possa essere lasciata interamente a un parente che ha già ottenuto la sua parte “legittima”: non si creerebbe – domanda – una disuguaglianza con gli altri eredi legittimi?

Seguire la legge

La cosa fondamentale da tenere presente, come lo stesso lettore sottolinea nella sua mail, è che il testatore può disporre come desidera solo di una quota dell’intero patrimonio, che può essere destinata a qualsiasi persona (fisica o giuridica, quindi anche un ente ETS) la lui individuata. Così agendo, si evita qualsiasi possibile impugnazione da parte degli eredi e l’atto testamentario potrà divenire efficace senza ostacoli.

Il testamento è un atto libero

Stando così le cose, ribadendo il fatto che il testamento è un atto libero e volontario e come tale il testatore può decidere come vuole, senza alcuna costrizione altrui o vincolo legislativo o giudiziario, l’intera quota disponibile può essere lasciata chiunque si voglia, compreso un erede legittimo.
Per quanto riguarda il dubbio sull’eventuale disuguaglianza tra gli eredi legittimi, il problema non sussiste, perché la legge non stabilisce le quote affinché tutti gli eredi legittimi abbiano la stessa parte (intesa in senso quantitativo, poiché le quote possono essere costituite da mobili, immobili, titoli, ecc), ma perché a tutti sia riconosciuta una quota in virtù del legame di sangue con il testatore.
Le quote che la legge stabilisce sono identiche (sempre in senso quantitativo) e indicate in percentuale. Al di là di queste, subentra la volontà del testatore, che può decidere di aumentare (mai di ridurre) l’eredità effettiva di ciascun erede, aggiungendo una percentuale della parte disponibile (o tutta).
Questo è legislativamente consentito ed è nella libertà del testatore, che può decidere in base alla sua volontà e al particolare rapporto che si era creato in vita con l’erede, o per altri motivi che non necessariamente il testatore deve esporre.

Domande e informazioni sui lasciti solidali

Per ulteriori informazioni sui lasciti è possibile consultare la pagina dedicata del sito di Ai.Bi., scrivere alla mail lasciti@aibi.it chiamare il numero 02.98822332.