Antiriciclaggio e intelligenza artificiale: le nuove regole UIF sulle segnalazioni sospette

Dal 1° luglio 2026 sono operative le nuove istruzioni della UIF in materia di segnalazione delle operazioni sospette.

Il provvedimento, emanato il 18 dicembre 2025, aggiorna le precedenti istruzioni risalenti al 2011 e introduce un principio destinato a cambiare profondamente il modo in cui banche, intermediari finanziari e professionisti gestiscono gli obblighi antiriciclaggio: l’intelligenza artificiale può supportare il processo di valutazione, ma la decisione finale sulla segnalazione deve restare in capo a una persona fisica.

Cosa cambia rispetto al passato?

Negli ultimi anni molti soggetti obbligati, in particolare gli istituti bancari e i grandi intermediari finanziari, hanno adottato sistemi automatizzati per il filtraggio delle operazioni sospette. Algoritmi di machine learning analizzano i flussi transazionali, confrontano i profili dei clienti con gli indicatori di anomalia della Banca d’Italia e generano segnalazioni in modo semi-automatico o, in alcuni casi, interamente automatizzato. Le nuove istruzioni della Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia pongono un freno deciso a questa tendenza: i sistemi di intelligenza artificiale possono continuare a svolgere un ruolo di supporto nell’individuazione delle anomalie, ma non possono sostituire il giudizio umano nella fase decisionale.

Il punto cruciale è la qualità della segnalazione. La UIF ha rilevato che molte delle segnalazioni generate automaticamente risultano prive di un’adeguata contestualizzazione, con descrizioni standardizzate che non riflettono la reale conoscenza del cliente da parte del soggetto segnalante. Questo produce un volume elevato di segnalazioni a basso contenuto informativo, che appesantisce il sistema di analisi senza contribuire efficacemente alla prevenzione del riciclaggio.

Quali sono gli obblighi per i professionisti?

Le nuove istruzioni non riguardano soltanto le banche. Tutti i soggetti obbligati ai sensi del decreto legislativo 231/2007 sono tenuti ad adeguarsi. Per i professionisti – commercialisti, avvocati, notai, consulenti del lavoro, revisori legali, agenti immobiliari – il messaggio è duplice. Da un lato, chi ha già implementato strumenti digitali per la gestione degli adempimenti antiriciclaggio deve verificare che il processo di segnalazione preveda sempre un momento di valutazione individuale e documentata. Dall’altro, chi continua a gestire gli obblighi in modo tradizionale deve comunque aggiornare le proprie procedure interne per recepire le novità introdotte dal provvedimento.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda la figura del referente SOS. Le nuove istruzioni rafforzano il ruolo di questo soggetto, che deve essere formalmente nominato all’interno di ogni organizzazione obbligata e deve possedere competenze adeguate per valutare autonomamente le situazioni segnalabili. Il referente non può limitarsi a ratificare le indicazioni di un algoritmo: deve esaminare la documentazione, verificare la coerenza delle operazioni con il profilo del cliente e formulare un giudizio motivato sulla sussistenza o meno del sospetto.

Perché questa scelta è importante?

La decisione della UIF si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di compliance. Se da un lato gli strumenti automatizzati consentono di analizzare volumi di dati impensabili per un operatore umano, dall’altro rischiano di trasformare la segnalazione in un adempimento burocratico svuotato di contenuto. Una segnalazione utile non è semplicemente un alert generato da un algoritmo: è una valutazione qualificata che richiede la conoscenza diretta del cliente, del contesto operativo e delle circostanze specifiche della transazione.

Il sistema sanzionatorio antiriciclaggio italiano prevede conseguenze severe sia per l’omessa segnalazione sia per la segnalazione carente o tardiva. Le sanzioni amministrative per una singola violazione partono da 3.000 euro e possono raggiungere i 300.000 euro nei casi più gravi. In questo quadro, affidarsi ciecamente a un sistema automatizzato senza un adeguato controllo umano espone il soggetto obbligato a un duplice rischio: da un lato, la mancata segnalazione di operazioni realmente sospette che l’algoritmo non ha intercettato; dall’altro, l’invio di segnalazioni massificate e prive di contenuto che la UIF può considerare inadeguate.

Cosa fare adesso?

Per i soggetti obbligati il termine per l’adeguamento è già scaduto: le nuove istruzioni sono operative dal 1° luglio 2026. Chi non ha ancora aggiornato le proprie procedure interne si trova in una situazione di non conformità che può emergere in sede ispettiva. Le verifiche della Guardia di Finanza e della Banca d’Italia includono regolarmente l’esame delle procedure adottate per la gestione delle segnalazioni, e la mancata ricezione delle nuove istruzioni non costituisce una giustificazione valida.

Il consiglio per professionisti e imprese è di procedere senza indugio alla revisione delle procedure interne, alla nomina o all’aggiornamento del referente SOS e, ove necessario, alla formazione del personale coinvolto nel processo di valutazione. Il provvedimento del 18 dicembre 2025 segna un cambio di paradigma: l’antiriciclaggio non è un compito delegabile a una macchina, ma una responsabilità che resta, e deve restare, nelle mani di chi conosce il cliente e il contesto in cui opera. L’intelligenza artificiale può essere uno strumento prezioso, ma soltanto se utilizzata sotto la supervisione di un giudizio umano consapevole e documentato. Chi si adegua per tempo tutela sé stesso e contribuisce all’efficacia complessiva del sistema di prevenzione. Chi ritarda si espone a rischi che, alla luce delle sanzioni previste, nessun professionista o impresa può permettersi di sottovalutare: la presentazione tempestiva di adeguate memorie difensive in sede amministrativa resta l’unico strumento per contenere le conseguenze di una contestazione, ma prevenire è sempre preferibile a difendersi.