Adozione Internazionale. Afua, 5 anni e mezzo, dal Ghana: che magnifica rivoluzione!

La storia dell’adozione di Afua da parte di Davide ed Erica: tre mesi in Ghana, per scoprire un mondo incredibile, e l’arrivo in Italia, per travolgere famiglia, parenti e amici con l’entusiasmo e la magia dell’accoglienza vera!

Ammettiamolo: questa bambina è stata una rivoluzione, leggere per credere.
Lo scorso mese di maggio, al ritorno a casa, Afua ha dato il via a una nuova, frizzante quotidianità per mamma, papà, cuginetti e parenti. Ha sùbito conquistato tutti, legandosi profondamente con le due nonne, che paiono “ringiovanite e fisicamente più attive grazie all’ energia della bambina”.
E a sentire il papà, i cinque cuginetti, dai sei anni in su, sarebbero felicemente a disposizione dei giochi e delle proposte di Afua.

L’inizio del viaggio

A raccontare la loro storia fino a oggi sono Davide ed Erica, papà e mamma originari di Udine, rientrati in Italia insieme alla loro bambina, Afua appunto, di cinque anni e mezzo.
Un percorso intrapreso e vissuto con il supporto costante delle sedi di Mestre e di Melegnano di Ai.Bi. Amici dei Bambini, a partire dalla formazione iniziale e dall’accompagnamento sia in Italia sia in Ghana.
”È stata un’esperienza straordinaria, un tuffo totale in una realtà che ci ha accolti e sorpresi. Il Ghana è un Paese sicuro, con persone di una gentilezza e di un’ospitalità uniche, pronte ad aiutarti anche quando non parlano la stessa lingua.”

La realtà del Ghana: sicurezza, scoperte e meraviglie nascoste

Nell’immaginario comune, l’Africa può evocare timori legati alla sicurezza o all’organizzazione.
La testimonianza di Davide ed Erica ribalta completamente questi cliché. “La capitale offre uno sviluppo notevole, che quasi ricorda una grande città come Milano, mentre la zona in cui ci trovavamo noi, sulla costa al confine con la Costa d’Avorio, era più povera ma del tutto sicura”, raccontano. Un contesto in cui la popolazione locale si distingue per accoglienza e disponibilità autentica, anche se non tutti parlano inglese, come ci ricorda Davide.
Durante la lunga permanenza di tre mesi — un requisito procedurale fondamentale che richiede capacità di adattamento, un minimo di conoscenza dell’inglese e dimestichezza con i viaggi — la famiglia ha avuto modo di esplorare le bellezze del Paese.
“Ci sono parchi naturali nazionali meravigliosi e resort sulla costa gestiti da ghanesi accoglienti,  così che si può anche trascorrere una bella vacanza. Visto che l’oceano ha un mare impetuoso e fare il bagno è difficile, i resort con piscina sono perfetti per i bambini”.

L’immersione nella vita quotidiana

I primi tempi, inevitabilmente, non sono stati privi di sfide. Per Afua, proveniente da un istituto e con pochissime esperienze al di fuori di quelle mura, tutto era nuovo: il Ghana stesso rappresentava un mondo sconosciuto, e l’impatto con i nuovi genitori è stato faticoso sia per la bambina sia per mamma e papà.
Per superare questo momento delicato, trascorsi il primo mese e mezzo di permanenza casalinga richiesto dai Servizi sociali locali per favorire l’attaccamento, Davide ed Erica hanno scelto di non chiudersi in una bolla protettiva.
“A differenza di altre coppie più timorose, abbiamo voluto buttarci nel tran tran quotidiano ghanese: andavamo a fare la spesa con lei, prendevamo i mezzi pubblici, frequentavamo gli stessi posti di chi vive in Ghana. Questa scelta ci ha aiutato moltissimo a cementare il nostro rapporto e i nostri legami di famiglia”.

Una scoperta quotidiana

Oggi Afua viene descritta come una bambina dalla grinta straordinaria, dotata di una grandissima voglia di vivere, di conoscere e di buttarsi in ogni esperienza. Se all’inizio provava timore persino di fronte alla tecnologia o a mezzi di trasporto insoliti come i vaporetti a Venezia, adesso la sua curiosità non ha freni.
Iscritta a un campo estivo sportivo, “ama provare di tutto e socializza con grande facilità”.
Un aspetto sorprendente per mamma e papà è la sua abilità linguistica: “Sta con i coetanei e impara a parlare a una velocità impressionante. Ha un ottimo vocabolario in italiano, parla inglese e ghanese: è estremamente comunicativa, quasi bilingue, e ha una vera e propria porta aperta per le lingue”.
Tra i suoi gusti culinari, spicca l’amore incondizionato per la cucina italiana: “Adora la pizza, la pasta al ragù, le lasagne e i formaggi di ogni tipo, alimento che non conosceva prima”.

L’adozione in Ghana: un’esperienza straordinaria

Il prossimo grande passo sarà l’ingresso in prima elementare a settembre. “In tanti ci consigliavano di aspettare un anno, ma speriamo di aver fatto la scelta giusta: la vediamo così desiderosa di fare amicizia e di imparare”, raccontano Davide ed Erica con fiducia.
La loro esperienza restituisce una fotografia concreta delle adozioni in Ghana: un cammino impegnativo che richiede tempo e flessibilità, ma capace di regalare una gioia immensa e di trasformare radicalmente, in meglio, la vita di tutta la famiglia.

A cura del team di Adozione Internazionale di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.