Denatalità. Nuovi nati ancora in calo: nel 2025 sono stati 355.772

L’Istat segnala un nuovo minimo storico per il 2025 e un’ulteriore flessione nei primi mesi del 2026. In meno di 20 anni il calo è ci circa 220mila nascite. Servono politiche stabili per sostenere famiglie e genitorialità

Non si arresta il calo delle nascite in Italia. Secondo il rapporto Istat Natalità e fecondità della popolazione residente, nel 2025 sono nati 355.772 bambini, circa 14 mila in meno rispetto a un 2024 già da record negativo. L’ulteriore flessione è del 3,8%.
Anche il numero di figli per donna ha segnato un nuovo minimo storico: dall’1,18 del 2024 all’1,14 del 2025. Se si portano le lancette dell’orologio al 2008, quando si registrarono oltre 576mila nascite, il calo è del 38,3%, ovvero 220mila nascite in meno!

I primi dati del 2026

Purtroppo, la tendenza non si interrompe anche nel 2026. Nei primi sette mesi dell’anno l’Istat certifica che sono nati 196.864 bambini, circa 2 mila in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Se proprio ci si impegna per trovare un dato meno negativo, ci si deve accontentare del fatto che la flessione è “solo” dell’1,1%.
Come già sottolineato più volte, i principali fattori responsabili del calo delle nascite sono la riduzione del numero di potenziali genitori unita alla tendenza sempre più marcata a non avere figli. Nel 2025 l’età media al parto è salita a 32,7 anni, mentre il primo figlio arriva in media a 32 anni.
Tra gli altri fattori che alimentano il fenomeno, le difficoltà nel raggiungere l’indipendenza economica, i problemi nella ricerca di un lavoro stabile e nell’accesso alla casa, la carenza di servizi

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La parola a Adriano Bordignon

Se il quadro è decisamente negativo, non per questo si deve rinunciare al tentativo di invertire la tendenza. Lo sottolinea il presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari Adriano Bordignon che, commentando i dati, ha invitato a trasformare la consapevolezza della crisi demografica in azione concreta:
“La denatalità non è un destino inevitabile – si legge nel comunicato ufficiale –  ma la risposta non può essere affidata a interventi occasionali: servono politiche strutturali, continuative e capaci di accompagnare le famiglie nel tempo”.
Tra le priorità indicate da Bordignon figurano il potenziamento dell’Assegno unico e universale, il rafforzamento dei servizi territoriali e degli asili nido, congedi familiari adeguati e un sostegno più efficace alle giovani coppie nell’accesso al lavoro stabile e alla casa.

Il diritto dei bambini a una famiglia

Come abbiamo raccontato anche nel rapporto Istat 2026 sulle nascite, la denatalità è il risultato di fattori economici, sociali e culturali che richiedono risposte di sistema. Anche il Gruppo CRC, di cui Ai.Bi. Amici dei Bambini fa parte, ha evidenziato la necessità di sostenere la genitorialità fin dal periodo prenatale, con risorse economiche adeguate, servizi educativi di qualità e congedi parentali per madri e padri.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.