Rapporto Istat 2026: perché in Italia nascono sempre meno bambini?

Riduzione dei potenziali genitori, posticipo della genitorialità e incertezza economica, le cause del calo demografico italiano

L’Italia registra da diversi anni un persistente calo demografico, il fenomeno sembra riconducibile ad una pluralità di fattori di stampo demografico, economico e sociale. Secondo un’analisi demografica condotta dall’ ISTAT, nel 2024, in Italia sono nati 369.944 bambini, circa 10.000 in meno rispetto al 2023. Secondo il rapporto annuale ISTAT 2026 nel 2025 le nascite si sono ulteriormente contratte passando a 355 mila unità, in calo del 3,9% rispetto all’anno precedente. Il numero medio di figli per donna ha toccato, inoltre, il minimo storico di 1,14, collocando l’Italia tra i paesi europei con la fecondità più bassa. Il calo delle nascite si va ad associare a un’età media al parto sempre più elevata (32,7 anni, nel 2025).

Quali sono le cause del calo demografico?

A chiarirlo ci pensa l’Istituto Nazionale di Statistica che, nel report 2024 sulla natalità e fecondità della popolazione residente, ha ricondotto il fenomeno non solo alla bassa propensione a fare figli da parte delle nuove generazioni, ma anche alla riduzione nel numero dei potenziali genitori: “appartenenti alle sempre più esigue generazioni nate a partire dalla metà degli anni Settanta, quando la fecondità cominciò a diminuire, scendendo da oltre 2 figli in media per donna al valore di 1,19 del 1995”.

Secondo la ricerca, tra i fattori che spingerebbero sulla contrazione della natalità ve ne sono molti di tipo economico e sociale come il protrarsi dei tempi di formazione, la precarietà del lavoro e la difficoltà di accedere al mercato delle abitazioni, elementi che tendono a posticipare l’uscita dei giovani dal nucleo familiare di origine.

A confermarlo è anche il rapporto annuale ISTAT 2026 secondo il quale le donne con titolo di studio più elevato (diploma e laurea) presentano in media calendari riproduttivi più tardivi, con una concentrazione delle nascite in un intervallo di età più ristretto. Dalla ricerca si evince infine, il restringimento della quota di 18-49enni che desiderino avere un figlio: (dal 50,7 per cento del 2003 al 45,3 per cento del 2024), frenati principalmente da incertezze economiche e lavorative.

Con queste premesse, risulta sempre più necessario formulare politiche a sostegno della genitorialità e della natalità che realizzino validi interventi di conciliazione della vita familiare e lavorativa soprattutto per le giovani donne.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
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