Bocchettoni mortali in piscina: dopo la tragedia di Sestri Levante arriva la stretta del Governo

Dopo i drammatici incidenti di Sestri Levante e Treviso, il Governo approva un provvedimento per rafforzare la sicurezza delle piscine. Istituito un fondo di 4 milioni per l’adeguamento degli impianti: chiusura immediata per chi non rispetta le norme sui bocchettoni di aspirazione

Il Governo, serrando i tempi, ha dato il via libera all’emendamento sulla sicurezza nelle piscine, una misura arrivata dopo i recenti fatti di cronaca che hanno reso l’argomento della tutela dei più piccoli in acqua drammaticamente attuale.
A colpire, in particolare, è stata la morte di una bambina di 11 anni risucchiata dal bocchettone di una piscina a Sestri Levante. Poco prima (anche se la notizia è emersa solo successivamente) un incidente analogo era accaduto in provincia di Treviso. Fortunatamente, in questo caso, la vicenda si era conclusa con il salvataggio della bambina risucchiata per una gamba dalla pompa di ricircolo di una piscina.

Cosa cambia

L’emendamento, approvato alla Camera nell’ambito del decreto Sport, introduce nuove regole per rafforzare la sicurezza degli impianti natatori pubblici e aperti al pubblico. Il testo interviene in particolare sui sistemi di ricircolo e sulle prese di aspirazione, con l’obiettivo di evitare fenomeni di risucchio e l’effetto ventosa che anche in passato hanno causato incidenti gravissimi.
La norma prevede che bocchettoni, griglie di fondo e altri dispositivi di aspirazione debbano garantire standard tali da impedire qualunque pericolo per i bagnanti. In caso di mancato adeguamento, scatterà la chiusura immediata dell’impianto fino alla messa a norma.
Accanto alla stretta tecnica, è stato anche istituito un fondo da oltre 4 milioni di euro per il 2026, destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche. Una scelta che punta a sostenere concretamente gli enti chiamati ad adeguare gli impianti.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini, dal 1999 al fianco dei bambini ucraini abbandonati o in difficoltà familiare.