Adozione e Affido. Al via il progetto Confido del Forum delle Associazioni Famigliari: lo scopo è coinvolgere 2mila famiglie accoglienti in dieci regioni

Avvenire: “Una risposta immediata e coraggiosa a un emergenza di cui non si parla mai abbastanza, quella delle famiglie e dei figli che non ce la fanno”

Alla fine del 2020 saranno meno di 500 le procedure di Adozione Internazionale concluse, la metà rispetto allo scorso anno e con una riduzione di quasi il 90% rispetto ai numeri di dieci anni fa. Lo ha ricordato, nell’ambito della presentazione del progetto Confido del Forum Nazionale delle Associazioni Famigliari, il presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, Marco Griffini. “Colpa solo del lockdown? – si chiede Luciano Moia sul quotidiano Avvenire – No, si tratta di una tendenza in atto da tempo che ha motivazioni culturali e geopolitiche su vasta scala. Ma, per il nostro Paese, anche cause legate a leggi ormai inadeguate, con meccanismi che finiscono troppo spesso per reprimere più che favorire gli slanci solidali delle famiglie”.

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Pubblicato da Forum delle Associazioni Familiari su Giovedì 17 settembre 2020

Ma, proprio per rilanciare l’accoglienza famigliare in senso lato, includendo anche l’affido famigliare, è nato il progetto Confido, che andrà avanti fino all’ottobre 2021 ed è sostenuto con uno stanziamento di circa 250mila euro dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Diverse sono le realtà associative aderenti. Oltre ad Ai.Bi ci sono anche Azione per famiglie nuove, Associazione Fraternità, Progetto Famiglia, Famiglie per l’accoglienza e la Comunità Papa Giovanni XXIII. L’obiettivo, spiega ancora Avvenire, è “quello di coinvolgere circa duemila famiglie accoglienti in dieci regioni (Lazio, Lombardia, Puglia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Campania, Calabria, Sardegna, Sicilia)”.

Adozione e affido. Un progetto di innovazine sociale dedicato alle famiglie

“Si tratta di un progetto di innovazione sociale – ha spiegato il presidente del Forum, Gigi De Paloche ha l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza delle pratiche di adozione e affido su tutto il territorio italiano, allo scopo di agevolare il lavoro quotidiano delle case-famiglia e accogliere le esigenze dei minori in attesa di affido/adozione o vittime di fallimento adottivo”. Lo scopo, per la vicepresidente del Forum, Emma Ciccarelli, è anche quello di “sensibilizzare le famiglie e dare risposte al loro desiderio di accogliere e di prendersi cura“. Il progetto, sempre secondo Avvenire,rappresenta una risposta immediata e coraggiosa a un emergenza di cui non si parla mai abbastanza, quella delle famiglie e dei figli che non ce la fanno”.

Tra le attività previste vi sono “formazione, orientamento, formazione su tre fronti diversi: affido familiare, adozione e tutor per minori non accompagnati“. Attività, dunque, che potrebbero anche essere di sostegno all’amministrazione pubblica “e che le associazioni da sempre impegnate in questo settore non riuscivano più a fare per l’azzeramento dei fondi, complice anche il crollo delle adozioni internazionali”.