Adozione internazionale. A scuola veniva deriso perché non aveva una mamma e un papà

Vittima di atti di bullismo da parte dei compagni, aveva smesso di frequentare la classe. Ora in due mesi ha imparato a leggere e scrivere

marocco, il futuro dell'infanzia abbandonata si chiama kafalaLa difficoltà dei figli adottivi nei primi periodi di vita nella nuova famiglia ha mille ragioni e sta alla coppia imparare a capire i propri figli con l’uso di lenti speciali, che permettano loro di collegare la vita passata e la nuova vita del bambino.

Ne è l’esempio il racconto, pervenuto da una delle sedi territoriali di Ai.Bi. – Amici dei Bambini, di un bimbo appena arrivato da un Paese sudamericano che non voleva sentir parlare di scuola, avendo chiesto addirittura ai neo-genitori di poter restare almeno un anno senza frequentare alcuna classe.

L’ascolto e l’osservazione attenta dei genitori dei suoi racconti, tra vita passata e vita attuale, hanno permesso loro di capire che questo bambino, malgrado avesse l’età anagrafica per frequentare la quinta elementare, non sapeva né leggere né scrivere. A scuola veniva spesso deriso perché proveniva dall’istituto e non aveva i genitori. Questi atti di bullismo, con la complicità di insegnanti che non hanno avuto quella sensibilità e attenzione necessaria verso un bimbo evidentemente più fragile degli altri, hanno fatto chiudere a riccio il piccolo, che ha perso ogni stimolo ad apprendere la scrittura e la lettura.

Ebbene, nei primi due mesi con la sua nuova famiglia il piccolo ha imparato a leggere e scrivere. Un altro esempio del miracolo dell’adozione internazionale. E, ovviamente, della famiglia.