Adozione Internazionale. “Sono a casa”: la storia di Erinda e la crescente voglia di accoglienza

Dai 4 anni in famiglia affidataria all’abbraccio di una nuova famiglia: il racconto di Erinda si intreccia con un boom di richieste per il progetto Figli in attesa di Ai.Bi.

Ogni bambino ha diritto a una famiglia, ad essere ascoltato, amato e accompagnato nel mondo. Eppure, ci sono bambine e bambini che portano con sé un peso più grande degli altri: quello di essere ormai grandicelli o di convivere con bisogni psico-socio-sanitari particolari. Sono i minori segnalati dalle autorità dei loro Paesi di origine per i quali i percorsi di abbinamento classici non riescono a trovare una risposta immediata. Per ognuno di loro, Ai.Bi. pubblica gli appelli nella rubrica “Figli in attesa”, con la speranza di intrecciare il loro cammino con quello di una famiglia accogliente.

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La storia di Erinda: quando l’attesa lascia il posto all’abbraccio della famiglia

Tra i racconti che rendono il senso di questa ricerca, c’è una bellissima notizia che riempie il cuore di gioia e speranza: Erinda ha finalmente trovato la sua famiglia.
La sua storia, pubblicata per la prima volta qualche anno fa, raccontava di quanto certi ingranaggi del destino e i lunghi tempi burocratici possano confinare in istituto ragazzini che chiedono solo di vivere relazioni ed esperienze fondamentali per la propria crescita.
Erinda è una ragazzina di 14 anni proveniente da un Paese balcanico. Rimasta orfana in tenera età, dai 4 anni ha vissuto in una famiglia affidataria. Nonostante i traumi e le fatiche passate, Erinda si è sempre mostrata per quella che è: una ragazzina solare, socievole, aperta al mondo e capace di fare amicizia in un batter d’occhio. Senza gravi problemi di salute e del tutto autonoma nelle sue giornate, frequenta la scuola media con impegno, ama gli animali e vede il mondo attraverso i suoi colori preferiti, il rosso e l’azzurro. Oggi, per Erinda, l’attesa è finita e comincia un capitolo nuovo, fatto di affetto e quotidianità condivisa.
Negli ultimi mesi si registra in associazione un interesse crescente da parte di famiglie e persone singole attorno a queste storie.
“Dall’inizio di agosto ad oggi, l’ufficio ha ricevuto ben 22 richieste di informazioni sui figli in attesa pubblicati. Ci scrivono davvero in tanti: coppie con e senza figli, famiglie già numerose, coppie di pensionati, persone singole, segno che il desiderio di accoglienza e la disponibilità nei confronti dei bambini che soffrono la mancanza di una famiglia, è ancora vivo. Molta gente è ancora in grado di sentire questi bambini, a cui noi prestiamo la voce attraverso gli appelli, che chiedono di non essere condannati ad una vita di solitudine per i problemi di cui soffrono, ma di cui non hanno alcuna colpa.
Inoltre, a più di un anno di distanza dalla sentenza della Cassazione che ha permesso l’accesso all’adozione internazionale ai single, è senz’altro da segnalare l’aumento di questo tipo di richieste – spiega Monica Colombo, esperta di adozioni internazionali e referente Ai.Bi. del progetto Figli in attesa.
Un segnale forte di come la disponibilità all’accoglienza stia trovando nuove forme e nuove aperture.
A oggi sono diverse le segnalazioni attive nella sezione Figli in attesa, a cui si aggiungono i casi in fase di abbinamento con le famiglie che hanno scelto di mettersi in gioco.
Come ricorda Monica Colombo: “Alle famiglie ribadisco sempre un concetto: dietro a quegli appelli, che Ai.Bi. pubblica sempre con nomi di fantasia, ci sono dei volti veri, ci sono storie reali da comprendere nella loro interezza. Andando a fondo di queste storie, con le informazioni a disposizione e anche con l’aiuto dei nostri rappresentanti nei Paesi, scopriamo che questi minori hanno prima di tutto un immenso bisogno di futuro e di relazioni vere. Spesso la loro principale difficoltà è legata semplicemente all’età o all’aver vissuto per molti anni in istituto. Eppure sappiamo che esistono persone capaci di andare oltre i cosiddetti bisogni speciali e che sanno abbracciare con calore il desiderio di un ragazzino o di una ragazzina di dire finalmente ‘sono a casa’.”
Per chi desidera scoprire come questi appelli si trasformino in storie a lieto fine, è possibile consultare la sezione dedicata alle adozioni internazionali concluse grazie ai Figli in attesa.

A cura del team di Adozione Internazionale di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

Informazioni e domande sull’adozione internazionale

Chi sta considerando un’adozione internazionale o semplicemente desidera avere maggiori informazioni su questi temi, può contattare l’ufficio adozioni di Ai.Bi. scrivendo un’e-mail a adozioni@aibi.it.
Ai.Bi. organizza periodicamente anche dei corsi pensati per dare alle coppie che si avvicinano per la prima volta al mondo dell’adozione, dando loro le nozioni base sulla normativa di riferimento, le procedure da espletare, la presentazione della domanda di idoneità, ecc. A questo link si possono trovare tutte le informazioni relative al prossimo corso online “Primi passi nel mondo dell’Adozione Internazionale”.

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