Adozione internazionale. La carezza di una bimba adottiva di Ai.Bi. a Papa Francesco, che ricambia e la bacia: la grande emozione di scoprire di persona “chi è il Papa”

La piccola, di poco più di 4 anni e mezzo, è stata adottata in Cina a ottobre 2016. I genitori hanno voluto che partecipasse all’udienza del Santo Padre in Sala Nervi, in Vaticano. “Un messaggio di speranza per nostra figlia”, è il commento della madre, che ha vissuto quell’attimo ‘magico’ guardando le foto dell’incontro

carezza della bimba adottiva a Papa Francesco ricambiata in Aula NerviDoveva essere una semplice udienza pontificia come tante altre, quella dello scorso 7 dicembre all’interno dell’Aula Nervi in Vaticano. E invece, per Zin e per la sua famiglia adottiva, quella giornata si è trasformata in un piccolo grande ‘evento’ miracoloso.

La famiglia è giunta a Roma dalla Sardegna per prendere parte all’incontro con Papa Francesco, organizzato per ringraziare il polo sanitario che cura la piccola per il dono degli addobbi ceramici realizzati dai bambini ospiti abituali dell’ospedale, realizzati grazie ai volontari della fondazione, che svolge al suo interno attività di ceramico-terapia. Oltre mille le persone – tra genitori e bambini – assiepate nella capiente aula vaticana.

La piccola Zin – racconta Antonella, la madre della bambina – è stata invitata insieme ad altri bambini dell’ospedale, dov’è in cura. Papa Francesco ha salutato e baciato tutti i bambini presenti. Quando si è avvicinato a nostra figlia, Zin, con estrema naturalezza, ha accarezzato il viso del Papa, portandogli i saluti della mamma. Il Santo Padre ha ricambiato le carezze, baciandola“. Le foto dell’incontro, definito “commovente” da Antonella, hanno immortalato quei momenti di grande tenerezza e ‘complicità’ del pontefice con la bambina.

Abbiamo ricevuto questo dono – aggiunge la mamma, ripercorrendo con la mente il ricordo di quei momenti, da lei vissuti a distanza perchè i bambini erano stati messi davanti per vivere la giornata da assoluti protagonisti – come se fosse stato un messaggio di speranza per Zin; non abbiamo esitato ad accettare questo invito, seppur consapevoli che sarebbe stato molto stancante per la nostra bimba, che ha aspettato questo incontro con la curiosità di un bambino, ponendoci tante domande su chi fosse il Santo Padre prima dell’incontro“.

La risposta al quesito è arrivata da sè, nella naturalezza di quell’incrocio di sguardi. “Abbiamo potuto cogliere l’emozione della bimba dalle foto che abbiamo potuto raccogliere e dai racconti dei bambini vicini e degli assistenti“, prosegue Antonella. “Sembra che Zin abbia interiorizzato questo momento esprimendo la sua partecipazione ed emozione sia col segno del gesto delle carezze, sia col suo sguardo incantato e curioso, come se avesse trovato nel Santo Padre una figura serena di speranza e protezione“. Una circostanza che ha colpito anche gli assistenti, che “ci hanno ringraziati – sottolinea ancora la madre di Zin – per come la nostra bimba è riuscita con naturalezza a generare per pochi secondi un’emozione così grande, creando per pochi attimi un’intesa col Santo Padre“.

Ma la visita a Roma è stata anche l’occasione per far incontrare Zin con la sua amichetta, adottata insieme a lei in Cina nello stesso periodo, “che abita a Roma – spiega Antonella – e che non vedeva dal giorno in cui sono state adottate. E’ stato un incontro denso di umanità e commozione, nel vedere queste due bimbe abbracciarsi e dirsi di nuovo, e in italiano, ‘ti voglio bene’. Ci siamo ripromessi, con i rispettivi genitori, di incontrarci nuovamente, per mantenere in futuro il loro legame perso con l’adozione e conservare il ricordo della loro vita passata“.