Adozione Internazionale: partire in due e tornare… sempre in due. Come reagire?

È molto raro, ma può capitare che una coppia, partita per conoscere il proprio figlio adottivo, trovi condizioni che la portino a rinunciare. Quello che succede dopo dipende da molti fattori. Vediamo le possibili conseguenze, che quasi sempre non escludono una “seconda possibilità”

Carissimo Direttore,
siamo Cinzia e Alberto e ci stiamo avvicinando al traguardo del Decreto di idoneità … speriamo! In questi ultimi mesi ci è capitato di incontrare e parlare con tantissime coppie che, come noi, hanno fatto questa scelta per la loro vita. Una in particolare ci ha colpiti tantissimo: la coppia in questione ci ha raccontato di avere ricevuto l’abbinamento, essere andata sul Paese per prendere i bambini ed essere invece tornata a casa senza di loro.
Abbiamo capito che la situazione che hanno trovato una volta lì non era come se l’aspettavano e non ce l’hanno fatta… A parte il dispiacere e la preoccupazione, ci domandavamo cosa possa succedere in questi casi, sia al bambino, sia alla coppia stessa!
La ringraziamo moltissimo e le auguriamo buon lavoro.

Carissimi Cinzia e Alberto,
grazie di averci scritto e di darci lo spunto per parlare di questo argomento.
Per quanto remota, quanto successo alla coppia che avete conosciuto è una possibilità reale ed è bene esserne consapevoli.
Non è facile dare una risposta esaustiva su “cosa accade” in questi casi, perché tutto dipende dai Paesi di provenienza dei bambini, dalla situazione contingente, dalle variabili … Come dice Jesus Palacios: “I fallimenti adottivi non sono l’esito di un singolo fattore ma sono il prodotto dell’interazione tra alcune
caratteristiche degli adottati che si associano con determinate caratteristiche degli adottanti e con particolari rischi dell’intervento professionale”.

La stragrande maggioranza delle adozioni si conclude positivamente

Prima di tutto è bene ricordare che si tratta di un fenomeno raro: l’adozione nella maggior parte dei casi ha esiti molto positivi e rappresenta una grande possibilità di recupero per il bambino, di crescita per la famiglia e di grande amore per tutti.
Accanto a questa considerazione, tuttavia, è bene non ignorare questa problematica che ha un impatto molto grave su tutti i soggetti coinvolti; per il bambino, in particolare, il fallimento dell’adozione rappresenta un secondo trauma che si aggiunge a quello dell’abbandono. Il ripetersi di esperienze traumatiche nell’ambito delle sue relazioni può compromettere gravemente il suo sviluppo, la capacità di stabilire legami di attaccamento e anche la salute psichica.
Per i genitori, qualsiasi sia il motivo del fallimento e pur ipotizzando che la motivazione si possa addurre a un loro comportamento, è un’esperienza devastante, frustrante, di dolore immenso. Un’esperienza che mina la tenuta individuale e a volte anche quella della coppia stessa.
Accanto ai casi forse più conosciuti nei quali il “fallimento” interviene ad adozione conclusa, una volta tornati a casa, esistono anche casi di vero e proprio naufragio; esperienze nelle quali gli aspiranti genitori adottivi partono per portare a casa i bambini, ma tornano in due.
Anche in questo caso le motivazioni possono essere le più svariate: la coppia non è pronta o non è stata sufficientemente preparata, i bambini “non erano come ce li aspettavamo”… Sta di fatto che il procedimento si interrompe. I bambini tornano in Istituto e la coppia torna a casa.
Quello che succede dopo dipende da tante cose, ma primariamente ci si può arrischiare a dire che dipende dalle motivazioni che hanno portato al fallimento. Chiariamo facendo qualche esempio.

Cosa succede in caso di “rinuncia” a un abbinamento già avvenuto

Ci sono Paesi che non fanno alcun tipo di problema rispetto a questi eventi. Ma se, per esempio, la motivazione che ha portato al fallimento dipende dal comportamento della coppia, l’Ente Autorizzato potrà rimettere al Tribunale per i Minorenni la decisione se mantenere o meno l’idoneità.
Sempre se la motivazione dipenda dalla coppia, ci sono Paesi che mettono subito in discussione l’idoneità della coppia e possono, se lo ritengono necessario, revocare la loro idoneità alla coppia (revoca che ovviamente vale solo per quel Paese, ma che non può non mettere in allarme l’Ente che
segue la procedura).
Ci sono poi casi nei quali in effetti la situazione dei bambini è davvero drammaticamente più seria e difficile di quanto non descritto nelle schede di abbinamento. In questi casi, ci sono Paesi che propongono direttamente un nuovo abbinamento e Paesi che fanno rientrare la coppia in attesa di un nuovo
abbinamento… In questi casi non viene messo in discussione nulla.
Insomma, come potete capire, il problema non è semplice e le conseguenze sono le più svariate. Ma, lasciatevi dire, non pensateci troppo e godetevi questo periodo di preparazione e di attesa. In fondo l’adozione è una cosa meravigliosa! Almeno nella stragrande maggioranze delle volte!

Per qualsiasi dubbio o domanda relativa all’adozione internazionale, scrivi a a adozioni@aibi.it

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