Adozione internazionale verso le elezioni. Pillon (Lega Nord): “Assurdo che la fecondazione sia nei LEA e l’adozione no. Costi inaccettabili per una forma di genitorialità a tutti gli effetti”

Intervista sul quadro programmatico che la Lega Nord ha in mente in vista delle ormai prossime elezioni politiche. Sull’ipotesi di gratuità dell’adozione, finora mai concessa, spiega: “Lacci e lacciuoli della burocrazia, ma anche una palese volontà politica dei governi di centro-sinistra, orientati a puntare sulla fecondazione assistita piuttosto che sull’adozione”

Sulle adozioni gay: “Niente esperimenti sociali sui più fragili: la Lega è contraria, perchè i bambini, specie se orfani e abbandonati, hanno il diritto di crescere con una mamma e un papà”

programma elettorale Lega Nord su adozione internazionaleUna posizione chiara e definita sull’ipotesi di gratuità dell’adozione internazionale, la declinazione del problema denatalità come “culturale ed economico ad un tempo“, l’impegno ad operare insieme agli enti autorizzati per “innescare un percorso virtuoso in modo da definire i costi standard” dell’adozione. Ancora, un ‘no’ netto alle adozioni gay (“Niente esperimenti sociali sui più fragili”) e, più in generale, l’attenzione posta sull’urgenza di “ritornare a mettere l’accento sulla bellezza della vita umana come “carta vincente” dell’azione di rilancio della bellezza di adozione e affido: è la sintesi del programma politico della Lega Nord sui temi cari ad Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini che ci ha raccontato uno dei candidati più attenti in quest’ambito, l’avvocato Simone Pillon, già Commissario della CAI, Commissione Adozioni Internazionali, presente in lista nel collegio Lombardia 5.

Ecco l’intervista realizzata con lui, la prima di una serie di contributi rispetto alle istanze dell’adozione internazionale che AiBiNews pubblicherà nei prossimi giorni, in vista della Conferenza Stampa in programma il 15 febbraio a Roma con cui i 22 enti autorizzati più significativi in Italia chiederanno alla politica nazionale una ‘rivoluzione’ sul fronte dell’adozione internazionale.

La denatalità oggi è uno dei problemi più rilevanti in Italia. Quali saranno le proposte del vostro partito per il futuro?
Il problema denatalità è culturale ed economico ad un tempo. Culturale perché il nostro Paese non fa nulla per promuovere la cultura della vita. Tutte le pubblicità reclamizzano contraccettivi e fin dalla scuola si viene indottrinati all’uso dei profilattici e dei contraccettivi. La maternità oltre il secondo figlio è sostanzialmente scoraggiata dalla cultura e dalla vulgata giornalistica e ormai il senso comunque è sostanzialmente contrario all’idea stessa di avere più figli. Oltre a questo si aggiungono gli orari di lavoro inconciliabili con la famiglia, il matrimonio è sempre più raro e tardi e le coppie si incontrano quando ormai l’età fertile delle donne è agli sgoccioli. E’ indispensabile invertire il trend e tornare a seminare una cultura della vita. Vanno introdotte politiche anche semplici come ad esempio la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi, così da riconsegnare alle famiglie i tempi del riposo e della condivisione, l’apertura di ‘baby center’ in tutte le grandi aziende e negli uffici pubblici, così da consentire alle madri di portare con sé i figli al lavoro, ma soprattutto dobbiamo tornare ad insegnare ai nostri figli sia a casa che a scuola la bellezza della genitorialità e della generatività, introducendo nei programmi scolastici non solo l’ossessiva prevenzione delle gravidanze ma anche la bellezza e la gioia della vita.

Economico perché mantenere un figlio fino all’indipendenza economica è costosissimo, le imposte come l’IVA e le accise colpiscono indiscriminatamente i beni di consumo dei minori e dei familiari che non producono reddito e i carichi fiscali non sono affatto calcolati a misura di figlie  di famiglia. Su questo aspetto le proposte del c.d. ‘fattore famiglia’ cioè di un fisco che si prenda cura dei carichi familiari sono certamente all’avanguardia. Altrettanto si deve dire con riguardo alle imposte sui beni di consumo, che devono essere defiscalizzati qualora siano destinati ai minori. Non si parla di giocattoli, ma di vestiti, latte in polvere, alimenti per lo svezzamento. Tutti beni indispensabili sui quali i genitori versano il 22% di IVA senza poter dedurre nulla dal loro reddito. Questo è semplicemente vergognoso. C’è poi la proposta degli asili nido gratuiti, che certamente può aiutare le famiglie ad accogliere nuovi figli“.

Non ritiene che in questo programma possa rientrare il sostegno alla adozione internazionale?
Assolutamente sì“.

Negli ultimi anni l’adozione internazionale in Italia è letteralmente crollata. Quali sono secondo il vostro programma le azioni da intraprendere per tentarne un rilancio su larga scala?
E’ assurdo che la fecondazione assistita sia nei LEA e l’adozione no. Tra l’altro l’adozione è una forma di genitorialità a tutti gli effetti e trovo sia gravissimo che venga vessata da inaccettabili costi. Va anche detto che in larga parte i costi dipendono dalle attività all’estero, ma è senz’altro necessario trovare una soluzione che sgravi definitivamente le famiglie adottive”.

Sono anni che le famiglie adottive stanno chiedendo la gratuità: perché secondo lei non è mai stata concessa?
Lacci e lacciuoli della burocrazia, ma anche una palese volontà politica dei governi di centro-sinistra, orientati a puntare sulla fecondazione assistita piuttosto che sull’adozione“.

Sul fronte gratuità, che cosa pensate di fare se andrete al Governo o comunque come forza politica presente in Parlamento? 
Dobbiamo lavorare per la gratuità, ma allo stesso tempo dobbiamo innescare un percorso virtuoso con gli enti autorizzati in modo da definire i costi standard”.

Cosa ne dice, per iniziare, se alle coppie adottive venisse concesso un bonus da 10mila euro al compimento dell’adozione? 
Come ripeto, andrebbero definiti i costi standard. Questo permetterebbe poi di semplificare le procedure e i relativi rimborsi. Bene il bonus, ma credo siano meglio le misure definitive piuttosto che gli spot ‘una tantum’”.

Spesso i decreti rilasciati dai Tribunali contengono limitazioni all’adottabilità, sia sul versante delle coppie che su quello dei minori in attesa di adozione. Qual è la posizione del suo partito rispetto ai cosiddetti ‘decreti vincolati’?
I Tribunali per i Minorenni non hanno una linea comune, ma si muovono a macchia di leopardo. Offrire una standardizzazione non solo dei costi, ma anche delle pronunce sarebbe a mio avviso un buon modo di servire i cittadini. In questo senso si potrebbe lavorare con una sorta di linea guida generica, fatte salve ovviamente le eccezioni che ogni Tribunale deve poter continuare a regolare”.

La Presidenza della Commissione Adozioni Internazionali per legge è in capo al presidente del Consiglio o a un Ministro da lui delegato. Avete già in mente un nome per la presidenza CAI in caso di vittoria elettorale?
Sono stato per anni nella CAI nel tempo di massima crisi, quando la dott.ssa Della Monica rifiutava di riunire la commissione stessa. Dobbiamo radicalmente riformare il sistema, onde impedire che torni a essere ostaggio dell’arbitrio di un singolo”.

In che modo prevedete di agire a livello socio-culturale per promuovere l’adozione tra i 3 milioni di coppie sposate sterili del nostro Paese?
Una campagna di sensibilizzazione potrebbe certo aiutare, ma credo che anche in questo caso il problema sia più culturale che economico. Non a caso, molto spesso le famiglie adottive sono anche famiglie che seguono un percorso di formazione alla fede. Ritornare a mettere l’accento sulla bellezza della vita umana credo sia la carta vincente”.

Nel nostro Paese si parla spesso di fecondazione artificiale. Ritiene che si parli altrettanto di adozione?
No, purtroppo. E mentre con la FIVET continuiamo ad abortire embrioni, i bambini restano negli orfanatrofi del Terzo Mondo. E’ la cultura dello scarto che sembra vincere. Invertiamo insieme il trend e torniamo a mettere la vita al primo posto. Anzi, posso aggiungere un’ultima cosa? La Lega è contraria alle adozioni gay perché i bambini, specialmente se orfani e abbandonati, hanno il diritto di crescere con una mamma e un papà. Niente esperimenti sociali sui più fragili”.