Affido. Più di 60mila persone hanno risposto all’appello di Tomas: in Italia c’è ancora tanta voglia di accoglienza!

L’appello con il messaggio-richiesta di aiuto per il piccolo di 4 anni, pubblicato sul web e sui social di Ai.Bi., sul profilo Facebook dell’associazione ha raggiunto il record di 13.110 persone, come per le 1.054 tra reazioni, commenti e condivisioni e i 60.320 contatti unici in pochi giorni totalizzati su AiBiNews: record assoluti per il 2018

È il segnale che in Italia c’è grande voglia di accogliere i bambini in difficoltà, ma che non di rado le coppie vengono sfiduciate da disservizi, lungaggini burocratiche, mancanza di collegamenti in rete tra i Tribunali, decreti ‘vincolati’ e timori sull’accompagnamento delle famiglie nel percorso

affido. Il record dell'appello per Tomas: in Italia tante ancora le famiglie accoglientiOggi più che mai, il dato-record degli accessi registrato, in pochi giorni, sui canali social e sul web di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini dall’appello del Centro Ausiliario per problemi Minorili di Milano per Tomas, bimbo di 4 anni che aspetta di essere accolto e amato in affido da una famiglia conferma, se ce n’era bisogno, la grande attenzione che le famiglie italiane hanno nei confronti dell’infanzia abbandonata.

Sono stati infatti, finora, 60.320 gli accessi unici sul sito web di Ai.Bi. per visionare l’appello, che ha fatto segnare pure il record annuale di condivisioni e interazioni sul profilo Facebook dell’associazione (1.054) e per il numero di persone raggiunte, ben 13.110: un’attenzione impressionante, che rivela un altrettanto grande desiderio di accogliere.

Sono numeri che dovrebbero far riflettere – sottolinea Marco Griffini, Presidente di Ai.Bi. – e indurre a cambiare idea quanti sostengono che in Italia non vi siano più coppie disposte all’accoglienza. Piuttosto, bisognerebbe interrogarsi più a fondo sui disservizi che tuttora rallentano e complicano gli iter legati all’affido nel nostro Paese: le lungaggini burocratiche, le difficoltà a ottenere risposte dai Tribunali, una certa ‘cultura della selezione’ attraverso decreti vincolati che limitano gli spazi di azione e non valorizzano l’affidamento familiare, ma anche la solitudine che le famiglie talora vivono nelle difficoltà possibili durante il percorso di affido”.

Ecco perché, anche visto il plebiscito di accessi fatto registrare dall’appello per Tomas, Ai.Bi. invita tutte le coppie interessate ad abbracciare un minore abbandonato attraverso l’affido familiare, a rivolgersi con fiducia alle associazioni, chiedendo dettagli sulle procedure, informandosi sugli iter e, soprattutto, non avendo timore di chiedere aiuto in caso di difficoltà. Il mondo, come l’Italia, è ancora pieno di bambini che aspettano una vera famiglia.