AfricainFamiglia. Cosa devo fare per sostenere a distanza un bambino in difficoltà?

Cara Ai.Bi.,

ho letto della vostra campagna “Africa in Famiglia”, per restituire un futuro migliore a 1.800 bambini abbandonati in quattro Paesi del continente africano; tra questo c’è il Marocco, splendida terra che ho visitato qualche anno fa e di cui sono rimasta innamorata.

Leggendo articoli e report riguardanti i progetti che avete su quel territorio, mi piacerebbe entrare a far parte del team e cominciare a sostenere tutti i piccoli a cui è necessario regalare un futuro migliore.

Cosa devo fare, dunque, per adottare a distanza un bambino?

Grazie,

Luciana

Carissima Luciana,

è grazie a persone come lei che continuiamo ad andare avanti con le nostre attività e a portare, lì dove non c’è, un sorriso a tutti i minori abbandonati negli istituti.

In particolare, per il Marocco, non esistono dati ufficiali sull’abbandono dei minori, ma sono stimati quasi 70mila bambini fuori famiglia, cifra peraltro data in crescita di oltre il 20 per cento ogni anno. Ai.Bi. lavora qui dal 1992 con progetti di cooperazione allo sviluppo a favore di bambini e adolescenti orfani o abbandonati. Dal 2006, inoltre, si prende cura, in cinque centri di accoglienza, di quasi mille minori tra zero e 18 anni, la metà dei quali aspettano l’abbraccio di una mamma o un papà, anche se a distanza.

L’Adozione a Distanza è un’opzione concreta che cambia la vita ai bambini ‘adottati’, ma anche ai sostenitori a distanza: per attivarla, è necessario andare sul sito Adozione a Distanza Marocco, leggere gli appelli che ci sono e sceglierne uno cliccando su “adotta a distanza….”. a questo punto le si presenterà un form da compilare e inviare. In alternativa, può usufruire del nostro supporto, contattandoci telefonicamente allo 02988221 tasto 3 o scrivendoci alla email sad@aibi.it

Grazie

Un caro saluto,

Staff Adozione e Sostegno a Distanza