Bolivia. Reintegrazione familiare: la cooperazione internazionale sostenibile

La cooperazione internazionale a favore dei bambini più fragili non ha grandi numeri da mostrare. È fatta di nomi, di persone, di singoli individui, ognuno con la propria storia come quella di Javier #continuiamodaibambini

La cooperazione internazionale a favore dei bambini più fragili non ha grandi numeri da mostrare. È fatta di nomi, di persone, di singoli individui, ognuno con la propria storia, da accudire, amare, curare con dedizione ed impegno.

Un lavoro lungo, impegnativo, poco appariscente ma che porta spesso a grandi risultati, resi possibili, ancora una volta, solo grazie al grande cuore dei tanti sostenitori di Ai.Bi.


Come è accaduto ad inizio luglio, in Bolivia, a Javier reintegrato nella sua famiglia.

Javier è un bambino boliviano di due anni ed oggi vive nuovamente con la sua mamma.

Nel mese di febbraio ha lasciato il centro di accoglienza Niño Jesús, per tornare nella sua abitazione.

Il processo per restituire a Javier il suo diritto ad essere figlio non è stato semplice, perché il piccolino é arrivato al centro come vittima dell’orribile piaga della tratta di esseri umani.

La donna che si prendeva cura di lui, ingannò la mamma adolescente di Javier, con la scusa che se le avesse consegnato il suo piccolino, il bimbo avrebbe avuto l’opportunità di una vita migliore. Così la giovane mamma, anche se disperata, decise di consegnare alla donna Javier, pentendosi subito dopo del gesto, ma ormai era troppo tardi.

La donna che si prendeva cura del piccolo iniziò a minacciare la giovane mamma e per poter confermare il legame biologico della madre con il bambino si dovette ricorrere allo studio del DNA.

Appena giunti i risultati del test di maternità, che ovviamente affermavano il legame tra Javier e la sua mamma, la giovane donna poté iniziare le prime visite al piccolo presso il centro di accoglienza Ai.Bi.

Il personale della struttura ha appoggiato fin da subito il procedimento per aiutare a rafforzare il legame affettivo e l’attaccamento familiare del piccolo e così piano piano è giunto per Javier il momento di tornare a casa.

La madre ha spiegato che il figlio inizialmente ha fatto fatica ad adattarsi alla sua famiglia, composta dalla nonna materna, sua madre e suo zio, ma durante la quarantena, i legami si sono rafforzati.

Oggi Javier ha costruito un solido rapporto con il suo nucleo familiare, è cresciuto in altezza, cammina in modo indipendente e pronuncia anche il nome di sua madre, che si sente fiera e commossa nel vedere come è diventato bello e bravo il suo piccolino.

Quando il cestino pieno di alimenti è stato consegnato alla famiglia di Javier era presente anche l’assistente sociale del centro di accoglienza. La madre del bambino, in quell’occasione ha voluto ringraziare Ai.Bi. e lo staff del centro per aver, con quel pacco, ricordato Javier e la sua famiglia.

In questo periodo le entrate sono poche e la vicinanza di Ai.Bi. e l’aiuto che fornisce alle famiglie è fondamentale, come il sostegno dei tanti donatori per realizzarlo!

Aiuta Ai.Bi. a sostenere le attività di cooperazione internazionale in Bolivia. Con la Campagna #ContinuiamodaiBambini puoi fare la differenza. Aderisci anche tu. Fai la tua donazione!