Come abbiamo “investito” i lasciti solidali donati ad Ai.Bi.

Quella dei lasciti testamentari è una grande opportunità di donazione con la quale Ai.Bi. riesce a portare avanti diversi progetti, sempre volti a garantire a ogni bambino il diritto di essere figlio

“Mamma, mi racconti cos’hai fatto oggi?”
“Ho comprato una cucina per la nuova casa di accoglienza che sarà pronta per accogliere mamme con bambini”.
“E come si chiamerà questa casa?”
“Angela”
“Perché?”
“Perché siamo riusciti ad aprirla grazie all’aiuto di un signora, che si chiama Angela. Lei, non avendo bambini, alla sua morta ha deciso che tutti i suoi averi dovessero andare a un’associazione che si occupa di bambini abbandonati. Così, per ringraziarla della sua generosità e ricordarla sempre, la casa porta il suo nome”.

Le Case di Accoglienza aperte e organizzate grazie ai lasciti solidali

Questo è l’esempio di una conversazione che, per fortuna, non è l’unica volta che ci è capitato di sostenere, con i figli o chiunque ci chiedesse informazioni in merito. Perché come Angela, ci sono anche Caterina, Triestina, Maria, Giuditta, Giuseppe… Tutte persone che hanno lasciato in donazione i loro averi, permettendoci di progettare opere di accoglienza rivolte a minori, mamme in difficoltà o giovani neomaggiorenni.

Questo è ciò che Ai.Bi. fa con i lasciti solidali: li utilizza per progetti “concreti”, per acquistare o affittare l’immobile, oppure per comprare quanto serve all’allestimento e all’avvio dell’attività che, quando possibile, diventa una vera e propria opera di accoglienza in memoria di chi ha donato.

Casa Caterina e Casa Giuseppe, esempio di progetti sviluppati grazie ai lasciti solidali

Per esempio, grazie alla generosità di Caterina, abbiamo acquistato e ristrutturato uno stabile dedicato all’accoglienza delle mamme in difficoltà: la “Family House”. Progettata come una clinica ad alta specializzazione, in grado di fornire servizi a 360 gradi sull’abbandono e sull’accoglienza, è stata la prima struttura del genere sul territorio italiano.
È la “clinica per la cura dell’abbandono”: un luogo dove le ferite vengono prevenute e curate; una casa dove il dolore viene accolto, capito, lenito, aiutato a guarire; un intervento che mette al centro la salute del cuore e dell’anima, del bambino e della famiglia.
Al suo interno di trovano due comunità di accoglienza, con personale presente h 24, per quattro nuclei familiari ciascuna. Inoltre, sono presenti tre alloggi per l’autonomia per i nuclei in modo che proseguano il percorso verso l’indipendenza.

Diverso il discorso per Casa Giuseppe, nel cui caso il lascito è stato utilizzato per prendere in affitto e allestire una casa per neomaggiorenni in uscita da percorsi comunitari che hanno bisogno di un luogo in cui compiere l’ultimo percorso verso l’autonomia e l’indipendenza.

A seconda dell’entità del lascito, ogni donazione viene utilizzata per rispondere ai bisogni che via via si intercettano, sempre con l’unico obiettivo di garantire a ogni bambino il diritto di essere figlio.

Tutte le informazioni in merito ai lasciti solidali si possono trovare a questa pagina.