Da Ponte Galeria a Trapani Milo, chiudere le strutture gravemente inadeguate

cie trapaniNei giorni in cui nel Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria a Roma 26 migranti sono in sciopero della fame e 13 di loro si cuciono la bocca per protesta, anche il Cie di Trapani Milo è al collasso. A rivelarlo è un’équipe di Medici per i diritti umani che ha visitato il centro a fine gennaio.

Il Cie di Trapani è quasi totalmente privo di molti dei beni indispensabili per una dignitosa permanenza al suo interno. I kit contenenti i beni di prima necessità e la biancheria intima sono assenti o drasticamente ridotti, così come è stata riscontrata una forte carenza di farmaci e strumentazione sanitaria, come le siringhe per l’insulina. A uno dei migranti trattenuti è stato richiesto addirittura il pagamento del servizio di trasporto in ospedale con un’ambulanza. Inoltre, la struttura è totalmente priva di spazi per lo svago, tanto che un operatore ha affermato che “l’unica attività ricreativa dei trattenuti è pensare a come scappare”. Non stupisce quindi che, da gennaio 2013, si siano verificati ben 800 tentativi di fuga.

Ma la situazione è grave anche per chi lavora all’interno del centro che non dispone più di detersivi, carta e penne. L’ente gestore del Cie, il Consorzio Oasi, non riesce più a garantire gli stipendi ai propri dipendenti, pagati solo fino a novembre scorso solo grazie a uno stanziamento diretto della Procura.


Dall’inizio del 2013, nel Cie di Trapani sono state trattenute 1.358 persone, di cui 162 rimpatriati (il 12%). Il 62% dei migranti attualmente presenti risulta composto da richiedenti asilo: 78 di loro vengono dal Gambia e sono arrivati nei primi giorni di gennaio. Per loro il Cie sta svolgendo l’impropria funzione di centro di accoglienza.

Le criticità emerse durante la visita dell’équipe del Medu confermano l’inefficacia del Cie di Trapani nel contrastare l’immigrazione irregolare e nel garantire la dignità e i diritti fondamentali dei migranti trattenuti, ridotti di fatto alla marginalità sociale. Di conseguenza, il Medu ha chiesto la chiusura di tutti i Cie esistenti in Italia, la riduzione a misura eccezionale del trattenimento dei migranti finalizzato al rimpatrio e un maggiore rispetto dei diritti umani nelle procedure di gestione dell’immigrazione irregolare.

Fonte: RomaNotizie