Disturbi alimentari negli adolescenti. Ecco come riconoscere i segnali

La parola d’ordine è attenzione da parte dei familiari per individuare comportamenti “sospetti” come cambiamenti significativi nelle abitudini alimentari e arrivare ad una diagnosi -il più possibile- precoce

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) rappresentano uno dei disturbi più frequenti nei giovani dei paesi occidentali.

Si tratta di patologie complesse che coinvolgono diversi fattori: un comportamento alimentare disfunzionale, un’attenzione eccessiva per il proprio peso, affiancato da  una percezione alterata della propria immagine.  I DNA  possono essere correlati anche ad altri disturbi di tipo psicologico ed emotivo, come la presenza di una bassa autostima, ansia e disturbi dell’umore. Proprio la presenza di sintomi su più livelli rende necessario un approccio diagnostico e terapeutico integrato.

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Come riportato dal Ministero della Sanità, se non trattati in tempi brevi e con metodi adeguati, i DNA possono diventare una condizione permanente e compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati, fino, nei casi più gravi, portare alla morte. “All’anoressia nervosa è collegata una mortalità 5-10 volte maggiore di quella di persone sane della stessa età e sesso”. Ad allarmare sempre di più è anche il fatto che diagnosi di bulimia e anoressia, negli ultimi anni, si siano riscontrati in minori sempre più piccoli: preadolescenti e nell’età infantile ( 8-9 anni).

La parola d’ordine è quindi attenzione da parte dei familiari per individuare comportamenti “sospetti” come cambiamenti significativi nelle abitudini alimentari e arrivare ad una diagnosi -il più possibile- precoce.

Tra le abitudini che devono far trillare un campanellino di allarme vi sono, come spiegano gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: “il rifiuto di mangiare o la selettività eccessiva, l’isolamento durante i pasti, un’attenzione ossessiva al peso o alla forma del corpo, variazioni improvvise di peso, pratiche alimentari insolite (ad esempio nascondere il cibo o eliminare intere categorie alimentari) e segnali emotivi quali irritabilità, ansia o flessione dell’umore. Riconoscere tempestivamente questi segnali è fondamentale per attivare un percorso di cura adeguato”.

 Anoressia Nervosa o di Bulimia. Di cosa si tratta?

Ma quali sono i sintomi dell’insorgenza di questo comportamento disfunzionale? A chiarirlo sono sempre gli esperti del noto ospedale romano per l’infanzia.

Si parla di Anoressia Nervosa, quando è presente una restrizione alimentare che sia espressione della paura di ingrassare o di modificare il proprio corpo. L’evento scatenante, in molti casi, può essere l’avvio di una dieta o un periodo di iperattività fisica ai fini di perdere peso. Presupposto frequente, nello sviluppo del disordine, è una precedente condizione di sovrappeso spesso associata ad esperienze di isolamento o commenti negativi sul corpo.

La Bulimia è un discontrollo alimentare il cui sintomo prevalente è l’ingestione compulsiva di grandi quantità di cibo in un tempo relativamente ridotto associato a comportamenti di compensazione, come vomito, iperattività fisica, uso di lassativi o diuretici, digiuno, praticati al fine di eliminare “le conseguenze del discontrollo”.

I disordini alimentari sono fenomeni da non sottovalutare, perché possono minare la salute dei nostri ragazzi. Ogni 15 marzo ricorre la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione e informazione sui Disturbi della Nutrizione ed Alimentazione (DNA).

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.