Fame di mamma: la soddisfazione per un progetto riuscito e un cammino che riprende verso il futuro

Dopo aver fatto un lungo percorso in casa Caterina e aver trascorso gli ultimi mesi in alloggio, una giovane mamma e sua figlia vengono dimesse e tornano nella zona di residenza. Con un nuovo lavoro e una casetta propria!

Erano arrivate poco prima del Natale di due anni fa: Luna, una giovane mamma che non riusciva a stare in piedi, gli occhi segnati, il viso scavato, le gambe deboli e le braccia che faticavano a sorreggere Stella, una “scricciolotta” appena uscita dall’ospedale.
Lo sguardo sempre basso e triste, senza speranza, a causa di tutto il dolore che si portava dentro.
Stella, però, non mollava il dito della mamma; lo stringeva forte con la sua manina, quasi a dirle che ormai erano in due e che, insieme, potevano farcela.

La fatica dell’inizio di un percorso e i primi segnali di fiducia

Appena entrata nella loro stanza in comunità, Luna si è addormentata. A Stella hanno pensato le educatrici. I primi giorni sono stati caratterizzati dallo sforzo e il sostegno verso Luna per ricordarle di fare le cose più semplici: mangiare, sistemarsi, respirare… e provare a guardare avanti, per la sua piccola Stella.

Passate le festività, finalmente, il viso di Luna piano piano ha iniziato a distendersi, riconciliandosi con il mondo e guardando sua figlia con meraviglia. Ha iniziato a riprendere peso, a mangiare e cucinare. Poi, in primavera, ha cominciato a portare Stella a passeggiare, facendole vedere il piccolo mondo intorno alla comunità e respirando aria fresca.
Ora, quando incontra le altre persone, Luna tiene lo sguardo alto, fisso negli occhi; fa domande, inizia a chiedere il confronto con gli operatori. Riconosce di avere bisogno e chiede aiuto: dentro di sé ci sono domande a cui non sa dare una risposta da sola.

Passano i mesi, Stella inizia lo svezzamento e ride tanto con la sua mamma. Luna ne rimane incantata ogni volta e acquista sempre più forza e più determinazione per trovare le sue risposte. Approfitta di tutte le educatrici per fare domande, per capire come diventare una mamma più forte. Decide anche di rivolgersi a una psicologa.

La consapevolezza di avere un futuro davanti

Mamma e bimba crescono insieme. Il loro percorso procede bene, gradualmente, rispettando i tempi giusti per entrambe. Tutta l’equipe si rende conto che Luna ha sempre meno bisogno di loro, anche se lei ancora non lo sa, tanto che quando le viene proposto di andare a vivere insieme alla sua bimba in una casetta più piccola e con un solo educatore si offende.
Devono passare diversi giorni di silenzio per riuscire a comprendere: il passaggio non è una chiusura, non è un abbandono, ma è un traguardo, un obiettivo che lei stessa ha raggiunto e di cui deve essere fiera.
Prima di trasferirsi, Luna chiede solo una cosa: fare insieme l’albero di Natale. E questa volta il Natale viene vissuto in modo diverso: con il sorriso, gli occhi luminosi, le gambe più salde e la fortissima risata di Luna, felice di vivere la festa.
Quindi arriva il momento di trasferirsi nella casetta più piccola: un alloggio per la semi autonomia, struttura pensata per le mamme che devono concludere il loro percorso verso l’autosufficienza.
Un giorno le capita di incontrare una nuova mamma al suo primo giorno di comunità: Luna coglie il suo sguardo, lo interpreta e le dice solo: “Respira e fidati. Poi passa”.

In alloggio con sua figlia Luna ha gli ultimi incontri con la psicologa, non perché abbia trovato tutte le risposte alle sue domande, ma perché ha capito come imparare a trovare, anche da sola, le sue risposte.

Così arriva il momento di iniziare a definire anche la fine del percorso in alloggio. Ma l’atteggiamento questa volta è diverso: Luna non si chiude in se stessa, pensa a dove si vedrebbe a vivere da sola con la sua Stella e trova una casetta per loro due. E trova un lavoro che le permette di dedicare tutto il tempo che le serve per vivere ogni conquista di sua figlia.

Al momento dei saluti, Luna ringrazia sua figlia Stella per aver creduto in lei: ha voglia di dimostrare alla sua famiglia che ce l’ha fatta e che ne è valsa la pena.
Anche noi ringraziamo Stella per non aver mollato il dito della sua mamma: è stata la prima a credere in lei e, fortunatamente, Luna non ha tradito le sue aspettative. Ce l’ha fatta veramente. Buon viaggio!

Il progetto che ha permesso ad Ai.Bi. di accogliere Luna e sua figlia Stella è possibile anche grazie ai contributi che arrivano tramite la campagna Fame di Mamma, il progetto pensato per prendersi cura di tutte le mamme vulnerabili e dei loro piccoli, ospiti nelle comunità di accoglienza, e a cui chiunque può partecipare attraverso il Sostegno a Distanza.

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