Famiglia. La Lavazza lancia l’idea per i propri dipendenti di Settimo Torinese: un premio da 250 euro per chi fa un figlio o lo adotta

La misura ‘una tantum’ è stata pensata e concretizzata dall’azienda come segnale simbolico all’interno del contratto integrativo per i 200 dipendenti che operano all’interno dello stabilimento di Settimo Torinese 

Un’idea o poco più, che tuttavia potrebbe essere strutturata e ripresa da altre realtà aziendali, magari per un numero maggiore di dipendenti, creando un circolo virtuoso che, esteso a livello nazionale, potrebbe persino influire, in qualche modo, sulla natalità fortemente carente nel nostro Paese

famiglia. Dalla Lavazza ai suoi dipendenti 250 euro in 'premio' per chi fa un figlio o lo adottaNon servirà di certo, in questi termini, a rilanciare la natalità, né a mettere da parte l’inverno demografico in cui l’Italia si trova a galleggiare da ormai svariati anni: eppure, l’iniziativa della Lavazza, dedicata a circa 200 dipendenti del proprio stabilimento di Settimo Torinese e inserita nell’accordo integrativo di contratto, potrebbe rappresentare un segnale simbolico interessante, degno di essere ripreso e ampliato – ovviamente con altri numeri di diffusione e, magari, altre cifre di emolumento – anche da altre realtà aziendali per influire, in qualche modo, sulla condizione di difficoltà in cui le famiglie del nostro Paese oggi si trovano a vivere e, di conseguenza, a (non) fare figli.

Un premio ‘una tantum’ da 250 euro lordi per chi fa un figlio o lo adotta: è quanto previsto dall’accordo integrativo per il periodo 2018-2021 siglato dall’azienda. A comunicarlo, Denis Vayr, rappresentante della Flai Cgil. L’intesa, approvata quasi all’unanimità nelle assemblee, prevede anche, per quest’anno, un premio di circa 3.100 euro legato a performance di gruppo e di stabilimento.

L’idea, che ovviamente al momento è anche meno di una ‘goccia nel mare’ della denatalità italiana, andrebbe ora rilanciata e abbracciata da una soglia ‘critica’ di aziende e realtà economiche del Paese per diventare effettivamente un volano significativo e contribuire, così, anche se in piccola parte, al tentativo di rilanciare una cultura delle nascite e della bellezza possibile della scelta adottiva.

 

Fonte: ANSA