Perché fare affido familiare?

Ma forse sarebbe meglio chiedersi: perché NON fare affido? Perché, a rifletterci, i motivi per i quali tutti dovremmo pensare all’affido sono tanti, “naturali” e fanno del bene a tutti. Provare, per credere

Tante volte, nei corsi informativi che teniamo piuttosto che con le famiglie che incontriamo per parlare di affido, ci sentiamo fare una domanda molto semplice: “Perché fare affido?”.
Proviamo a rispondere qui, in maniera generale, partendo da un ribaltamento della domanda stessa: “Perché NON fare affido?”.

C’è bisogno di famiglie affidatarie

Infatti, la risposta alla domanda originale dovrebbe essere facilissima: ci sono una serie di ragioni per cui dovrebbe essere assolutamente normale e diffuso nel nostro paese fare affido.
La prima è il bisogno: attualmente, abbiamo circa 15.000 minori in comunità educativa che potrebbero essere accolti in una famiglia affidataria. Tutti questi minori hanno avuto una “partenza falsa” nella vita (per mutuare un termine dall’atletica leggera) e hanno bisogno di una nuova chance di ripartenza per accorgersi di essere “caduti in piedi” e, dopo le difficoltà, ritrovarsi in una famiglia amorevole e stabile che contribuisca alla loro crescita.

Si è sempre fatto affido

La seconda ragione è che accogliere in affido è qualcosa di naturale: lo si è sempre fatto, spontaneamente, mettendo in atto, così, un’opera di misericordia e un atto di giustizia. Una volta, prima della seconda guerra mondiale, non esisteva la professione di assistente sociale e, prima degli anni ‘70 del secolo scorso, non esistevano i servizi sociali comunali. Eppure, nelle cascine delle campagne, nelle corti di paese, negli appartamenti vicini alle fabbriche, i bambini in seria difficoltà familiare venivano accolti in modo informale e cresciuti da qualche famiglia di buona volontà del vicinato.

L’affido fa bene a tutti

La terza ragione è che l’affido fa bene, oltre che al bambino accolto, anche alla famiglia accogliente. Aiuta ad andare al “sodo” nella vita; a togliere tante cose superflue e sovrastrutturali; a concentrarsi sulle cose essenziali. Anche i figli naturali, se ci sono, imparano tantissimo sul vero significato della vita, che è quello di spendersi per gli altri. Spesso questi figli, una volta cresciuti, non a caso scelgono professioni tipo psicologo, educatore professionale, assistente sociale, giudice minorile… proprio perché fin da piccoli sono stati sensibilizzati ai problemi dell’infanzia in difficoltà. Di più, hanno vissuto questi problemi sulla loro pelle e hanno dato il loro contributo preziosissimo al superamento di questi problemi.
Si possono rinvenire, poi, una quarta, una quinta… tante altre ragioni per fare affido che sarebbe troppo lungo elencare. Ci accontentiamo, quindi, di queste prime tre che abbiamo individuato.

Un mondo in cui l’affido sia la normalità

Sarebbe bello vivere in un Paese in cui, se dici che fai accoglienza affidataria, non vieni guardato come un marziano o un supereroe, ma come una persona normale che ha risposto “sì” a una chiamata comune, condivisa all’interno della società.
Sarebbe bello che chiunque avesse degli amici che fanno affido o che, conosciuta questa opportunità, si offrissero per farlo. Anche perché ci sono tanti modi per rendersi disponibili, senza necessariamente dover pensare a un’accoglienza 24 ore su 24: ci si può rendere disponibili per affiancare dei genitori affidatari accompagnando i bambini accolti per brevi vacanze o weekend; per aiutare i bambini qualche pomeriggio durante i compiti o nei giochi; oppure, semplicemente, offrendo il proprio tempo al papà e alla mamma affidataria per una salutare chiacchierata o per un invito che possa spezzare il ritmo della routine.
I bambini in affido godono nel vedere che tutto il mondo degli adulti, tutta la comunità, si mobilita per aiutarli: si sentono importanti e degni di affetto.
In questo modo non sarebbe solo qualche “pazzo” a fare affido e cercare di aiutare a crescere dei minori in difficoltà, ma sarebbe tutto “l’intero villaggio” del famoso proverbio africano.

A cura della redazione di Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS.
Dal 1983 al fianco dei minori in difficoltà, Ai.Bi. promuove la tutela dei loro diritti, la diffusione di contenuti informativi utili per giovani, minori e famiglie, e la sensibilizzazione sociale.

Informazioni e richieste sull’affido familiare

Se anche tu vuoi essere una risorsa per un bambino in difficoltà, vuoi approfondire la conoscenza dell’affido familiare e riflettere sulla disponibilità a intraprendere questo percorso, puoi partecipare agli incontri organizzati da Amici dei Bambini.

Tutte le informazioni si trovano alla pagina dedicata del sito.