Kiev e l’Ucraina sotto una “pioggia” di oltre 700 droni e missili in una guerra che non sembra mai avere fine

Mentre il mondo è concentrato su altri, terribili, scenari, in Ucraina proseguono i bombardamenti. Anche a Kiev, nel cielo sopra la casa della cooperante di Ai.Bi.: “Vedi quelle bolle di fuoco cadere… e vorresti solo che tornassero da dove sono partite”. 17 i morti e decine i feriti

È impossibile fare una “classifica delle guerre”: ogni conflitto è una sconfitta e una tragedia per tutti. Allo stesso tempo, purtroppo, è abbastanza inevitabile che all’arrivo di un nuovo fronte di guerra, le attenzioni si focalizzino su di esso, mentre altre guerre rimangano sullo sfondo. In Sudan, per esempio, la situazione è oltremodo drammatica da anni, ma ben poco se ne parla.
Lo stessa sta succedendo con l’Ucraina, dove si continua a combattere e a morire, anche se le prime pagine di siti e giornali non ne parlano più come prima.

17 morti, tra cui un bambino di 12 anni

Proprio nella notte tra mercoledì 15 e giovedì 16 aprile c’è stato il più devastante attacco russo degli ultimi mesi, che ha colpito diverse città tra le quali la capitale Kiev. In totale ci sono stati 17 morti, tra i quali un bambino di 12 anni, proprio nella capitale. Tra le città più colpite anche Odessa, dove sono morte 9 persone, e Dnipro (4 vittime), nella regione in cui è da poco partito il nuovo progetto di Ai.Bi. nel Paese.
In totale sono stati lanciati oltre tra 700 droni e missili, in un pioggia di fuoco terribile che lascia basiti e senza parole.
Come dice in maniera sconsolata Masha, la cooperante di Ai.Bi. in Ucraina, che abita proprio in una delle zone di Kiev colpite dai bombardamenti della scorsa notte: “Guardavo quelle bolle di fuoco che cadevano dal cielo e volevo solo che tornassero da dove erano partite…”.

La testimonianza di Masha

Altre parole è difficile trovarle, di fronte a una situazione in cui le bombe sono letteralmente “sopra casa tua”. I primi scoppi hanno svegliato Masha e la sua famiglia, che sono “corsi alla finestra a guardare, anche se in teoria bisognerebbe fare proprio l’opposto e andare via. Vedevo questi pezzi di fuoco che cadevano verso il basso e uno sembrava proprio che cadesse nel cortile di casa mia. In realtà è finito a tre chilometri di distanza… Non so nemmeno immaginare che rumore e che orrore possa essere trovarsi proprio lì dove è caduto”.
La soluzione, se di soluzione si può parlare, è buttarsi sulle “cose da fare”. Prosegue Masha: “Porti avanti il lavoro, fai i compiti, parli con le persone… ma non riesci a fare bene nulla, perché nella mente e nell’animo hai sempre una sensazione talmente forte per quello che è successo che ti lascia completamente sbalordito, incapace anche solo di descriverla. È come se tutto fosse buio, grigio o cupo… io direi così.
Non so proprio come facciano le persone che sono sulla linea del fronte, dove quotidianamente ci sono, in ogni momento, suoni terribili e situazioni come queste”. Che, oggi più che mai, sembrano non avere mai fine.

La speranza dei bambini dell’Ucraina è appesa a un filo

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, sono passati oltre 3 anni. In questo tempo oltre 600 bambini sono morti e oltre 2.000 sono stati feriti. Anche la speranza rischia di morire.
Ai.Bi. Amici dei Bambini con il progetto BAMBINIxLAPACE ogni giorno porta ai minori e le loro famiglie aiuto concreto, supporto psicologico e attimi di vita “normale”, in un tempo che normale non è.
Ecco perché oggi più che mai c’è bisogno del tuo aiuto: per non far spezzare il filo della speranza. EMERGENZA UCRAINA