Honduras. La carovana della disperazione. In marcia anche tantissimi bambini

Sono oltre 3660 gli honduregni che  sono stati ricacciati indietro,  tra questi  anche 510 minori: Un massiccio rientro, in soli sei giorni, che ha attirato diverse critiche sul governo guatemalteco soprattutto per l’impiego della forza ai danni dei migranti”.

Sono in migliaia, una moltitudine. Sono adulti, ma anche famiglie con bambini. La prima grande carovana del 2021.

Una marea umana che spinta dalla disperazione  ha deciso di scappare dal proprio Paese, l’Honduras  per giungere negli Stati Uniti, attraversando il Guatemala, per  arrivare in Messico e poi finalmente nella terra “promessa”.

Sono partiti nei giorni scorsi da San Pedro Sula, al confine con il Guatemala. Ad attenderli più di 5.000 km di insidie, pericoli e barriere che li dividono dal loro obiettivo: gli Stati Uniti.


Scappano dalla miseria, dalla mancanza di opportunità, da un territorio messo in ginocchio dai disastri naturali:  due uragani, Eta e Iota, che hanno devastato la regione alla fine dell’anno scorso.

Ma la risposta del governo Guatemalteco è stata dura. Sono oltre 3660 gli honduregni che sono stati ricacciati indietro, come comunica Vatican News, tra questi 510 minori: Un massiccio rientro, in soli sei giorni, che ha attirato diverse critiche sul governo guatemalteco soprattutto per l’impiego della forza ai danni dei migranti”. Così per molti si è infranto il sogno di una vita migliore per se stessi e per i propri figli.

In cammino anche i bambini

Solo alcuni sono riusciti comunque a passare al grido di “Queremos Pasar”, racconta Aleteia: “almeno 4.500 migranti honduregni hanno spezzato l’accerchiamento della polizia alla frontiera con il Guatemala nel luogo noto come El Florido e sono penetrati in territorio guatemalteco alla volta della frontiera con il Messico. Non ci sono stati scontri con la polizia migratoria del Guatemala – riferisce il webmagazine – C’erano troppi piccoli per chiudere la porta”.

Sono già 12 dal 2018 le carovane che dall’Honduras si sono riversate sulle strade per fuggire dal proprio Paese. Tra loro anche tanti, tantissimi bambini.

Le carovane e le scene viste in questi giorni  ormai si ripetono da alcuni anni. La gente si riunisce in queste folle oceaniche a San Pedro Sula, si mette insieme perché pensa che, con la forza dei numeri, possa attraversare il Guatemala, il Messico e arrivare negli Stati Uniti – afferma don Ferdinando Castriotti, da anni nel Paese come sacerdote  fidei donum, su Vatican News-Le ragioni sono tante e tutte fondate nella crisi perenne in cui vive questo nostro Paese e alcuni altri Paesi centroamericani. Parliamo di crisi dovuta alla povertà, la crisi perenne di sicurezza, la crisi perenne di educazione, questa volta la crisi è aggravata sia della pandemia, sia dai due uragani che hanno praticamente messo in ginocchio mezzo Paese”.

il viaggio della Carovana è coinciso con il cambio della guardia alla Casa Bianca.

Il neo presidente Joe Biden ha promesso di eliminare le misure più controverse del predecessore, dal muro alla detenzione dei richiedenti asilo – commenta AvvenireMa la linea sui nuovi irregolari non dovrebbe mutare”.