Idlib. Estate di sangue: altri 6 bambini uccisi. Il grido che nessuno ascolta

L’escalation di violenza in Siria non accenna a diminuire: nuovi attacchi in tre villaggi a sud di Idlib hanno provocato l’uccisione di 6 bambini innocenti. Oltre al danneggiamento di una stazione idrica

Si era appena chiuso un “giugno di fuoco”. Si è aperto un luglio che non accenna, tragicamente, a cambiare. Ancora una volta la Siria si fa teatro di violenza e di morte, spegnendo, alla periferia dello sguardo di un mondo che sembra sempre impegnato a osservare altrove, la vita di sei bambini, rimasti uccisi in un nuovo attacco a sud di idlib, come confermato dall’Unicef attraverso il direttore regionale per il Medio Oriente e il Nord Africa Ted Chaiban.

L’attacco peggiore dal cessate il fuoco del marzo scorso

Teatro degli scontri, ancora una volta, i piccoli villaggi nell’aera a nord-ovest del paese, non lontano da Idlib, in quella parte di Siria in cui sono stati uccisi la maggioranza dei 512 bambini che hanno già perso la vita nel paese nel solo 2020 e in cui Ai.Bi. da anni si adopera per cercare di aiutare le famiglie e la popolazione locale, martoriata da ormai dieci anni di conflitto.

Tre gli attacchi che si sono susseguiti nei villaggi di Iblin, Balshoun, Balyoun, tutti nella zona a sud di Idlib. Qui hanno perso la vita tre fratelli e sorelle, morti con i loro genitori mentre dormivano, oltre a due altri minori, figli di un operatore sanitario della zona. Si tratta di una strage terribile, la peggiore dalla proclamazione del cessate il fuoco di marzo dell’anno scorso. Una strage che – secondo quanto riporta ancora Chaiban – ha danneggiato anche una stazione idrica, fondamentale per la sopravvivenza e la salvaguardia della popolazione locale. Chaibin ha rilanciato l’appello affinché l’escalation di violenza si fermi, sottolineando come siano i bambini le figure più vulnerabili a venire coinvolte e subire le conseguenze peggiori.

Quasi 2 milioni di bambini a rischio. I progetti di cooperazione non bastano: ci vuole la pace

Come detto, sono già oltre 500 i minori rimasti uccisi, e un incremento della violenza non può che peggiorare il bilancio e spegnere ancora di più le speranze di futuro per quei 1,7 milioni di bambini che vivono in un Paese che da ormai oltre 10 anni non conosce la pace.

Di fronte a situazioni così disperate, è necessario più che mai l’aiuto di tutti: con una semplice donazione, chiunque può sostenere i progetti nel Paese che Ai.Bi porta avanti insieme al partner Kids Paradise.
Ma una soluzione definitiva non potrà che venire da una pace vera e da uno sforzo della diplomazie e della politica internazionali.

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