Il presidente Belletti:“Il Ddl Cirinnà assolutizza i diritti degli adulti, prevaricando quelli dei bambini”

BELLETTIIl ddl Cirinnà sulle unioni civili, licenziato giovedì 26 marzo dalla Commissione Giustizia del Senato, equiparando le unioni civili al matrimonio, apre la strada alle adozioni da parte di persone dello stesso sesso. Sull’argomento interviene Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari. Intervistato dalla giornalista Emanuela Campanile di Radio Vaticana, Belletti afferma: “ Noi assolutamente siamo pronti a sottoscrivere e a sostenere qualunque progetto che difenda i diritti delle persone in queste unioni affettive. Ma da lì a trasformarle in un matrimonio, con responsabilità genitoriali e assimilarle pienamente all’art. 29 della Costituzione, questo è impensabile!”.

Ma aggiunge: “La proposta Cirinnà è proprio ambigua, intenzionalmente ambigua: non chiama “matrimonio” quello che poi lo diventerà. Le regole che pone il Ddl Cirinnà di fatto già costituiscono un matrimonio tra persone omosessuali. Ma il matrimonio è un’altra cosa: l’istituzione di cui ha bisogno un Paese, il sistema di protezione dell’infanzia esige altre caratteristiche. Bisognerebbe riaprire un dibattito serenamente. Per fortuna il tempo c’è, perché questo passaggio del Disegno di Legge Cirinnà è solo il primo di una lunga serie di dibattiti parlamentari”.

Riguardo alle possibilità di emendamento del testo, Belletti assicura: “Già nel dibattito parlamentare ci sono alcune proposte di legge che corrispondono a questi criteri, a queste logiche di rispetto della Costituzione. Noi stiamo dialogando con i parlamentari di tutti i partiti, siamo andati in audizione: peccato che la senatrice Cirinnà, quando abbiamo iniziato la nostra audizione, sia palesemente e ostentatamente uscita dall’aula. A conferma, quindi, di un atteggiamento di totale chiusura all’ascolto di posizioni diverse. Credo che non possiamo lasciare il destino della famiglia a posizioni di questo tipo. Siamo pronti ad aprire un tavolo di lavoro anche con la senatrice Cirinnà e con tutti coloro che hanno a cuore la questione famiglia e la protezione delle persone che vivono in queste unioni affettive.


Rispetto alla cosiddetta ‘adozione interna’, cioè l’adozione dei figli biologici di uno dei due partner da parte dell’altro, Belletti propone un’alternativa. “Chiediamo che venga costruito un meccanismo che sia più simile all’affidamento o al tutore. Perché altrimenti su questo poi si innesta il fatto che con provvedimenti dei tribunali, con sentenza delle varie corti, si riconosce che la genitorialità può essere tranquillamente affidata a persone delle stesso sesso.

Nel ribadire la validità sia dell’art. 29 della Costituzione sia dell’impianto normativo, Belletti afferma: “Per educare un bambino è opportuno che ci sia una figura maschile e una femminile. La diversità sessuale è decisiva nel garantire al bambino la migliore protezione. E’ anche la logica della legge sull’adozione internazionale: l’adozione internazionale chiede una coppia sposata, una coppia eterosessuale, per dare la migliore condizione possibile a bambini che sono già in difficoltà”.

E conclude: “Non si può introdurre diritti degli adulti sui bambini. Ecco, questo ci preoccupa molto nella logica del Ddl Cirinnà: è come se fosse attento esclusivamente ai diritti assoluti degli adulti. Invece si dovrebbe far prevalere il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma!”