In attesa di adottare, ho fatto un #sostegnoadistanza: così mi preparo meglio

Un aiuto ai bambini kenioti mettendo sotto l’albero un Sostegno a Distanza. E’ questo il regalo di Natale di Lucia alla sua mamma.

 

Quando si conosce la realtà dei bambini abbandonati, è quasi naturale che si allarghino i confini. E’ stato così per Lucia che insieme al marito ha intrapreso con la sede Ai.Bi. di Salerno il percorso per l’adozione internazionale: consapevole del tempo dell’attesa prima di poter accogliere in famiglia uno o più figli, per Lucia è stato inevitabile pensare ai bambini e alle comunità in difficoltà familiare di cui Amici dei Bambini si occupa nel mondo grazie ai sostegni e alle adozioni a distanza. 

E’ proprio così – dice la futura mamma – quando inizi questo percorso con una associazione, lasci sempre un pezzo di cuore”.

Per questo è nata l’idea di un regalo diverso per Natale: un sostegno a distanza in Kenya

Possiamo dire di essere fortunati, non abbiamo bisogno di cose materiali,  abbiamo anche il superfluo – racconta Lucia, che abita in provincia di Napoli – : per Natale io e mio fratello abbiamo pensato a regali alternativi in famiglia. E per mia mamma abbiamo deciso di donare un sostegno a distanza”.

Lucia ha così visitato il sito di AiBi e si è soffermata sulla sezione dei progetti di sostegno.

Abbiamo scelto un progetto di comunità e siamo stati abbinati a “Occhi di speranza” in Kenya. Mia madre è stata felicissima: ‘Non potevate farmi regalo migliore’, ci ha detto”.

In famiglia la parola adozione è sempre stata di casa. 

Ricordo che mia madre ci diceva sempre: quando sarete grandi mi piacerebbe adottare un bambino, cosa che poi non è mai avvenuta per come è andata la vita di famiglia – aggiunge Lucia – tuttavia abbiamo sempre cercato di contribuire, tramite la parrocchia o associazioni locali di nostra conoscenza, al futuro di bambini in difficoltà”. 

Oggi madre e figlia si ritrovano unite da due progetti di accoglienza: “Oggi sono io ad aver intrapreso  l’avventura dell’adozione internazionale, nella quale mia madre, futura nonna, è  certamente molto coinvolta – conclude Lucia – .

Inoltre grazie al sostegno a distanza tutta la famiglia potrà seguire, anche se da lontano, il futuro di tanti bambini accolti in una comunità keniota.

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