Kenya. Caroline, affetta da spina bifida, campionessa paraolimpica di basket: “La disabilità non è un limite, se credi in me”

Caroline è una ragazza di 27 anni, nata con una malformazione alla spina dorsale perché affetta da “Spina Bifida”. Nata in una famiglia di tre fratelli, il padre, che è  un noto politico e uomo d’affari, l’ha rifiutata alla nascita perché si sentiva “umiliato” dall’avere una figlia disabile. Caroline racconta come il padre abbia fatto di tutto non solo per distruggerle la vita, ma anche per ucciderla, nel timore che la comunità venisse a sapere che era sua figlia e che era disabile.

La disabilità di Caroline ha fatto si che dovesse affrontare molti ostacoli nella vita, ma grazie al suo carattere forte e perseverante, è riuscita a ottenere grandi risultati di cui essere fiera.

Caroline voleva dimostrare al mondo che era molto di più di quanto la comunità non pensasse, e cosi è andata a scuola e concluso quella primaria e secondaria con successo. Mentre era a scuola, ha capito di avere dei talenti che non conosceva, come il basket. Caroline ha una dote naturale per giocare a basket che l’ha portata a partecipare a gare nazionali ed internazionali.

Ha rappresentato il Kenya alle Olimpiadi in più occasioni, nonché partecipato ai Common Wealth Games in Scozia dove è arrivata quinta, agli All Africans Games in Congo dove si è posizionata quarta, e viaggiato in molti paesi come il Sud Africa, l’India, il Marocco, per giocare a basket. Ad oggi, gioca per la squadra di disabili di basket del Kenya e si sta preparando al campionato di basket in sedia a rotelle che si svolgerà in Sud Africa a ottobre.

Caroline è una dei beneficiari del progetto di Ai.Bi. “Dalla dipendenza all’autonomia”, e ha giovato delle formazioni di “life skills” e di imprenditorialità.

Caroline dice che la formazione di life skills l’ha aiutata molto, le ha permesso di confrontarsi con altri ragazzi che come lei hanno vissuto vite davvero complicate e a ridimensionare il suo trascorso e la sua disabilità, aiutandola ad accettare la persona che è e ad esserne fiera. Le ha dato modo non solo di continuare a sognare, ma di credere in quei sogni.

Inoltre, la formazione di imprenditorialità le ha trasmesso anche conoscenze che non possedeva per aiutarla ad aprire un’ attività che possa sostenerla e renderla più autonoma. E’ molto grata ad Ai.Bi. per averla inserita nel progetto e per aver potuto beneficiare delle attività che le hanno restituito fiducia e speranza.

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